Un piano pluriennale per le periferie e le frazioni di Terracina, con interventi programmati, risorse definite e scadenze verificabili. È la proposta avanzata da Arcangelo Palmacci, segretario di Terracina in Azione, che richiama l’attenzione sulle esigenze dei quartieri e delle località più distanti dal centro cittadino, chiedendo un cambio di metodo nella gestione del territorio.
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«C’è una Terracina che si vede e viene valorizzata: il centro storico, il lungomare, le attività commerciali e le zone turistiche. E poi c’è quella che troppo spesso viene dimenticata», afferma Palmacci, citando Calcatore, Borgo Hermada, La Fiora, Badino, San Vito, Frasso, Campo Soriano, Pantani da Basso, San Silviano, Lungo Sisto, Macchia di Piano e Barchi, insieme alle altre contrade del territorio.
Secondo il segretario cittadino di Azione, il problema non riguarda esclusivamente l’attuale amministrazione, ma un’impostazione consolidata nel tempo, che privilegerebbe gli interventi d’emergenza rispetto alla programmazione. Alle questioni legate alla manutenzione delle strade, all’illuminazione pubblica, alla pulizia e alla cura del verde si aggiungono quelle relative ai trasporti, alla sicurezza stradale, ai collegamenti con le scuole e con la stazione ferroviaria di Monte San Biagio, ai servizi sanitari e alla disponibilità di spazi per giovani e anziani.
«Il problema, quindi, non è soltanto la manutenzione, ma la qualità della vita», sottolinea Palmacci. «La distanza geografica non deve trasformarsi in distanza dalle istituzioni». Da qui la richiesta di una presenza più costante della politica nei quartieri, senza attendere che le segnalazioni dei residenti si trasformino in proteste o acquistino visibilità sui social network.
La proposta di Azione prevede la costruzione di un piano pluriennale per periferie e frazioni, attraverso il confronto diretto con gli abitanti e l’individuazione delle priorità di ciascuna zona. Tra gli interventi indicati figurano la sistemazione delle strade, il potenziamento dell’illuminazione, la messa in sicurezza della viabilità, la riqualificazione delle aree verdi, il miglioramento dei collegamenti e il recupero di spazi pubblici e impianti sportivi.
Su questo percorso, spiega Palmacci, ha già iniziato a lavorare anche il gruppo under 30 di Azione, con l’obiettivo di raccogliere proposte e segnalazioni dai cittadini. Il partito ha messo a disposizione l’indirizzo azione.terracina@gmail.com come canale diretto per contribuire alla definizione delle esigenze del territorio.
«Non si tratta di distribuire favori o di privilegiare una zona rispetto a un’altra, ma di garantire equità», precisa il segretario, richiamando il diritto di chi vive nei borghi e nelle contrade ad avere servizi e opportunità adeguati. «Un bambino di Borgo Hermada deve avere le stesse opportunità di chi cresce in centro. Un anziano che vive a La Fiora deve poter contare su collegamenti e servizi adeguati. Una famiglia del Frasso non deve sentirsi dimenticata».
Per Azione, la risposta deve essere una strategia amministrativa unitaria che comprenda ogni parte della città, con aggiornamenti pubblici che consentano ai residenti di verificare lo stato degli interventi. «Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Esistono cittadini di Terracina, tutti con gli stessi diritti e la stessa dignità», conclude Arcangelo Palmacci. «Terracina non finisce in centro: comprende ogni borgo, ogni quartiere e ogni contrada. E nessuno deve sentirsi dimenticato».




