La tutela delle risorse europee riguarda direttamente i diritti dei cittadini, la qualità dei servizi e la correttezza del mercato. È la posizione espressa dall’UCI – Unione Consumatori Italiani nel corso del convegno “EPPO, la Procura Europea: cooperazione giudiziaria o sovranità limitata?”, che si è svolto il 30 ottobre presso la SAA School of Management dell’Università di Torino.
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L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Baravalle in collaborazione con la sezione AIGA di Torino, ha affrontato il ruolo e i risultati concreti dell’European Public Prosecutor’s Office, organismo indipendente dell’Unione Europea operativo dal 1° giugno 2021 e competente sui reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE.
Tra i temi al centro del confronto, frodi sui fondi europei, corruzione, riciclaggio collegato e gravi frodi transfrontaliere in materia di IVA, con particolare attenzione anche alla trasparenza della spesa e alle garanzie processuali.
Relatore principale dell’incontro è stato Stefano Castellani, Procuratore europeo delegato presso la sede di Torino dell’EPPO. Dopo l’introduzione di Luca Baravalle, presidente della Fondazione Baravalle, e di Gabriele Assenzi dell’AIGA, sono intervenuti anche Claudia Porchietto, sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte, Paolo Chiavarino, assessore al Commercio del Comune di Torino, Mauro Anetrini, Andrea Ganelli e Ubaldo Livolsi.
Per l’UCI è intervenuto il segretario federale Massimiliano Albanese. «Le frodi ai danni dei fondi europei sottraggono risorse a opere, sanità, trasporti e formazione, penalizzando gli utenti e le imprese che rispettano le regole», ha affermato.
Secondo Albanese, la cooperazione europea può rafforzare la capacità delle istituzioni di contrastare una criminalità economica che opera oltre i confini nazionali, nel rispetto della presunzione d’innocenza, del diritto di difesa e del controllo del giudice.
«Legalità della spesa, trasparenza della gestione e qualità dei servizi ai cittadini devono essere un trinomio inscindibile di garanzie, da preservare e promuovere sempre congiuntamente», ha sottolineato il segretario federale UCI.
Nel corso del dibattito è stata evidenziata anche la necessità di distinguere tra frodi, sprechi e inefficienze, affiancando all’azione penale controlli amministrativi e verifiche sui risultati effettivamente prodotti dagli investimenti.
«I cittadini devono poter conoscere, attraverso informazioni accessibili e comprensibili, destinazione, costi, tempi e risultati dei progetti finanziati», ha osservato Albanese, richiamando anche l’importanza di rendere chiaro cosa accade alle risorse recuperate dopo l’accertamento di eventuali illeciti.
Su questo punto si è sviluppato un confronto con Castellani, che ha spiegato come la destinazione delle somme recuperate possa variare in base al tipo di finanziamento e ai meccanismi di restituzione o confisca, interessando il livello europeo o nazionale.
«Prestiamo molta attenzione alla nostra credibilità e al rapporto non solo istituzionale a livello europeo e nazionale, ma anche con i cittadini», ha dichiarato il Procuratore europeo delegato, richiamando anche la possibilità per i cittadini di segnalare potenziali reati lesivi degli interessi finanziari dell’Unione attraverso i canali ufficiali dell’EPPO.
«Il dialogo tra amministrazioni, autorità competenti e associazioni rappresentative di cittadini ed imprese può rappresentare un efficace strumento per raccogliere segnalazioni documentate e individuare tempestivamente le criticità», ha concluso Albanese.
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Fondazione Baravalle, Luca Baravalle, che ha sottolineato il valore della conoscenza delle istituzioni europee e della cultura giuridica come strumenti di legalità e partecipazione consapevole.








