Il nome San Siro, che per quasi un secolo ha accompagnato le notti europee e i derby di Milano, non comparirà sulla facciata del nuovo stadio. Nella serata di giovedì 29 ottobre, al Castello Sforzesco, Milan e Inter hanno presentato il progetto dell’impianto che prenderà il posto della Scala del calcio. Si chiamerà Generali Stadium, perché la più grande compagnia assicurativa italiana ha acquisito i naming rights, come fece Allianz con lo stadio della Juventus a Torino.
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Il progetto porta la firma di Foster+Partners e dello studio Manica. L’impianto avrà 71.500 posti distribuiti su due anelli, con curve che secondo le anticipazioni si ispirano al modello di Dortmund, quelle pensate per far sentire il tifo come una pressione fisica sul campo. Norman Foster ha spiegato che lo stadio dovrà rappresentare la città come il Duomo, la Scala o la Galleria. Un’ambizione enorme, ma in linea con un investimento che le cronache definiscono miliardario.
Le tappe sono ormai tracciate. Dopo l’approvazione comunale e il rogito, l’avvio dei lavori è previsto nel 2027 e l’inaugurazione nel 2031. Il sindaco Beppe Sala ha insistito sulla chiarezza dei tempi, sottolineando che sarebbe impossibile perdere l’occasione di Euro 2032, a cui il nuovo impianto dovrebbe arrivare pronto.
Per i tifosi di entrambe le squadre è un momento carico di emozioni contrastanti. C’è l’orgoglio per una struttura moderna, sostenibile e finalmente di proprietà, come quelle che da anni fanno la fortuna dei club europei. C’è anche la malinconia per un luogo che per generazioni ha significato casa, e che sparirà dalla mappa. L’inaugurazione è tra cinque anni, ma da stasera Milano ha un’immagine precisa del proprio futuro.










