Il 3 settembre 2026 si celebra la prima Giornata mondiale di consapevolezza sul Disturbo di Dismorfismo Corporeo, istituita dalla BDD Foundation e dalla International OCD Foundation con l’obiettivo di portare testimonianze dirette, aumentare la conoscenza del disturbo e avviare un dibattito su una condizione di cui ancora oggi si parla poco.
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Una giornata che nasce dalla necessità di accendere i riflettori su un disturbo ancora poco conosciuto e spesso difficile da riconoscere dall’esterno. Il dismorfismo corporeo, conosciuto anche come dismorfofobia o dismorfia, non lascia necessariamente segni visibili, ma può condizionare profondamente la vita di chi ne soffre. Secondo le stime, interessa circa il 2% della popolazione mondiale, nonostante se ne parli ancora relativamente poco.
A rendere particolarmente complesso il disturbo è il modo in cui altera la percezione del proprio aspetto fisico, portando chi ne soffre a concentrarsi in maniera persistente su difetti o imperfezioni che agli altri possono apparire minimi o addirittura inesistenti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo definisce come «una persistente e patologica preoccupazione per uno o più difetti o imperfezioni percepiti nel proprio aspetto fisico, che non sono osservabili o appaiono solo lievi agli altri».
Una persona che soffre di dismorfismo corporeo può mettere in atto comportamenti ripetitivi, come il controllo ossessivo allo specchio, il continuo confronto con gli altri e l’eccessiva preoccupazione di nascondere un difetto del proprio corpo che, nella maggior parte dei casi, non è reale o appare agli altri soltanto lieve. Una condizione che può arrivare a compromettere il normale svolgimento della vita quotidiana, provocando momenti di forte stress, ansia, depressione e isolamento.
Molto spesso il dismorfismo corporeo viene relegato all’essere troppo duri con sé stessi, alla poca autostima o a un’eccessiva attenzione per la cura dell’estetica e chi ne soffre può pensare di rientrare semplicemente in questi modi di pensare. In alcune situazioni, invece, si tratta di una vera e propria condizione invalidante, che può portare a privazioni e – nei casi più gravi – a gesti estremi.
Il dismorfismo è inoltre strettamente correlato ai Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione (DAN), sebbene non ne faccia parte: nella classificazione diagnostica viene infatti ricondotto ai disturbi ossessivo-compulsivi e correlati. Entrambe le condizioni possono avere tra i propri elementi una percezione alterata del corpo e del proprio aspetto fisico.
È proprio per aumentare la consapevolezza su questa condizione che la BDD Foundation e la International OCD Foundation hanno promosso una giornata dedicata alla sensibilizzazione sul dismorfismo corporeo. Il 3 settembre 2026 rappresenta così un’occasione per accendere i riflettori sul disturbo, favorire la conoscenza dei suoi sintomi e dare spazio alle testimonianze di chi ne soffre.
L’obiettivo e la speranza sono quelli di fare luce su una condizione che riguarda migliaia di persone, contribuendo a farle sentire accolte e non giudicate e, soprattutto, favorendo l’accesso al supporto necessario nel percorso di cura e di recupero.




