Prende forma il percorso per il recupero dell’ex Caserma Sant’Angelo di Gaeta. Nella mattinata di venerdì 23 ottobre, presso la sede del Parco Regionale Riviera di Ulisse, si è svolto un incontro istituzionale dedicato alla riqualificazione del complesso, con la presentazione del protocollo d’intesa tra Regione Lazio e Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche per Lazio, Abruzzo e Sardegna.
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L’area comprende la chiesa di San Michele Arcangelo in Planciano, l’antico monastero, l’ex Casina Reale e altri edifici di rilevante valore storico, architettonico e paesaggistico. All’incontro hanno partecipato rappresentanti del Comune di Gaeta, del Parco, della Regione Lazio, dell’Agenzia del Demanio e del Provveditorato alle Opere Pubbliche.
Al centro del confronto c’è un investimento da 30 milioni di euro destinato ad avviare il recupero e la messa in sicurezza del complesso. L’obiettivo, come ribadito dagli assessori regionali Elena Palazzo e Giancarlo Righini, è restituire progressivamente l’area alla collettività e trasformarla in una risorsa per il territorio, capace di coniugare tutela, cultura, ambiente e attrattività turistica.
Il presidente del Parco Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli, ha ricordato come una parte del complesso sia già stata recuperata per ospitare la sede dell’Ente, mentre ora l’attenzione si concentra sulle porzioni ancora da mettere in sicurezza. L’auspicio è quello di valorizzare un luogo che nel corso dei secoli ha avuto funzioni diverse, da monastero e luogo di culto a carcere e tipografia militare, fino a farne uno spazio dedicato anche alla conoscenza e alla promozione ambientale.
Il cronoprogramma prevede ora l’avvio delle fasi operative necessarie per arrivare alla realizzazione dei lavori. Se i tempi saranno rispettati, il primo lotto relativo alla chiesa dovrebbe essere completato entro la fine del 2029.
La riqualificazione dell’ex Caserma Sant’Angelo punta così a recuperare uno dei patrimoni più significativi di Monte Orlando, preservandone la memoria storica e restituendolo a nuove forme di fruizione pubblica.






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