
Dalla nascita documentata nel 2019 al ritorno, da adulto, nella stessa cavità a picco sul mare. La storia di Ligea, berta maggiore di Ventotene, rappresenta un caso di particolare interesse scientifico e una testimonianza del valore del monitoraggio a lungo termine e della tutela della biodiversità delle isole pontine.
Leggi sullo stesso argomento
CISTERNA | Stadio Bartolani, il Comune rientra in possesso dell’impianto
LATINA | Dimensionamento scolastico, via libera al nuovo assetto Mattei-Galilei-Sani
LATINA | Don Agostino De Santis sarà ordinato sacerdote nella cattedrale di San Marco
Ligea è il primo pulcino di berta maggiore (Calonectris diomedea) di cui, a Ventotene, è stato possibile seguire la nascita e l’involo grazie all’accessibilità del nido. Dopo aver trascorso gran parte della giovinezza nell’Oceano Atlantico, l’animale è tornato nella stessa falesia e nella cavità in cui era nato.
La scoperta ha assunto ulteriore valore durante l’ultima stagione riproduttiva, quando i ricercatori hanno accertato che Ligea è un maschio e che ha formato una coppia. La compagna ha deposto un uovo, successivamente schiuso, e anche il nuovo pulcino è stato inanellato. Il suo primo volo è previsto proprio in questi giorni.
Si tratta di una fase particolarmente delicata. I giovani esemplari lasciano generalmente il nido nel mese di ottobre e le luci artificiali possono disorientarli durante il volo notturno, allontanandoli dalla rotta verso il mare. Per questo viene raccomandato di ridurre l’illuminazione non necessaria, utilizzare luci calde e schermate e orientare i fasci luminosi verso il basso.
La storia di Ligea si inserisce in un più ampio percorso di ricerca e conservazione sviluppato sull’isola. Le berte maggiori e minori sono uccelli marini che nidificano sulle scogliere e nelle cavità delle isole del Mediterraneo e devono affrontare diverse minacce, tra cui la presenza dei ratti, specie aliene invasive particolarmente pericolose per uova e pulcini.
Un risultato importante è stato raggiunto grazie al progetto europeo LIFE PonDerat, finanziato dalla Commissione europea, che ha consentito di liberare Ventotene dai ratti. Un intervento significativo anche perché realizzato su un’isola abitata e frequentata da numerosi turisti, con ricadute positive anche per le attività locali.
La conclusione del progetto europeo non ha interrotto le attività di conservazione. La Riserva Naturale Statale e Area Marina Protetta “Isole di Ventotene e Santo Stefano” ha proseguito il monitoraggio e, dal 2022, sostiene e finanzia il Progetto Berte Ventotene.
Il gruppo di ricerca formato da Sara Riello, Carmen Biondo e Ferdinando Corbi ha sviluppato un programma dedicato alle popolazioni di berta maggiore e berta minore presenti sull’isola. Alle fototrappole sono stati affiancati nidi artificiali, collocati in luoghi più facilmente raggiungibili per ampliare le possibilità di osservazione e seguire un numero maggiore di coppie.
L’inanellamento consente di identificare i singoli esemplari e ricostruirne gli spostamenti nel corso degli anni. In collaborazione con ISPRA, alcuni individui sono stati dotati anche di dispositivi GPS, utili a seguirne i viaggi e a individuare le aree marine frequentate durante la ricerca di cibo.
Proprio grazie a queste tecnologie è stato possibile ricostruire anche gli spostamenti di Ligea durante il periodo riproduttivo. Per i ricercatori, ritrovare adulto un animale inanellato alla nascita rappresenta una scoperta di grande interesse: ogni esemplare monitorato contribuisce infatti a comprendere meglio l’evoluzione dell’intera popolazione.
La vicenda di Ligea richiama anche il ruolo di cittadini e visitatori nella protezione delle berte. Spegnere le luci non necessarie, orientare correttamente l’illuminazione esterna e segnalare eventuali esemplari trovati sulla strada può contribuire concretamente alla loro tutela.
A Ventotene, mentre il piccolo di Ligea si prepara a lasciare il nido, si chiude un ciclo e se ne apre un altro, con la speranza che anche lui, tra qualche anno, possa tornare sulla stessa isola.






