“Abbassare i toni, soprattutto nei commenti che si leggono sui Social”. E’ questa la richiesta dei legali di Fausto Castaldi, l’ex custode del cimitero di Sezze. Antonio Orlacchio, Cesare Castaldi e Giuseppe Avvisati hanno deciso di rinunciare al basso profilo utilizzato finora per censurare il gravissimo episodio di estrapolazione e diffusione su chat telefoniche di atti di indagine sottoposti ancora al segreto istruttorio ed a cui l’autorità giudiziaria non è riuscita, evidentemente, a porre argine, ma non solo. Le attenzioni dei legali si sono concentrate sull’ultimo episodio, relativo al sequestro di una stanza all’interno del cimitero trovata piena di bare:
Leggi sullo stesso argomento
PROVINCIA | Scuola e istituzioni a confronto: avviata la programmazione dei percorsi Formazione Scuola-Lavoro
FONDI | Al mercato coperto di via Gioberti nasce l’Hub Sociale: inclusione e riqualificazione al centro del progetto
FORMIA | Chiude per lavori l’ufficio postale di via Vitruvio: attivo sportello dedicato in via Palazzo
“Complice la moderna velocità di propagazione delle notizie e la massiva disponibilità in internet e attraverso i social, è avvenuto che privati cittadini, accecati dalla spettacolarizzazione operata, abbiano sentito la necessità di partecipare al dibattito, con l’effetto di alimentare una vera e propria “caccia al mostro”. La gogna mediatica ha finito il più delle volte per scadere in commenti ridicoli e diffamatori, al limite della fantasia cinematografica horror e pornografica: se non avessimo a che fare con la vita e la libertà personale degli indagati si sarebbe liquidato il tutto con un sorriso. Oggi non solo questa difesa percepisce che si è giunti ad un limite intollerabile, perciò, ci sentiamo di condividere i comunicati della Cisl e del Commissario prefettizio i quali hanno, giustamente, invitato gli organi d’informazione a smorzare i toni”.
Gli stessi legali, promettendo di monitorare con attenzione soprattutto i prossimi commenti sui Social, e di conseguenza prendere i provvedimenti del caso, hanno spiegato: “Questo luogo, che si vuole far credere segreto, nascosto e di difficile accesso, servito per quelle attività di occultamento e distruzione di cadavere finora rimaste non provate, altro non è che un magazzino del cimitero, facilmente visibile e facente parte di un enorme complesso edificato da oltre un cinquantennio. Uffici comunali, dirigenti e dipendenti della SPL sono a conoscenza dell’esistenza di tale magazzino e dell’uso che se ne è fatto. Qualche anno fa, a seguito dell’allagamento e conseguente parziale danneggiamento di una grande tomba secolare posta a terra, di proprietà di una nota famiglia del paese, all’interno del magazzino furono riposte le bare che erano precedentemente collocate all’interno della tomba. Ad oggi per cause indipendenti dalla volontà di Castaldi la tomba si trova nella medesima situazione e, pertanto, non si è ancora consentito il ripristino”.







