
Oltre 2.200 chilometri percorsi in appena sedici giorni, dal Lazio fino allo Stretto di Gibilterra. È il viaggio di Laerte, un esemplare di biancone recuperato ferito, curato presso il Centro Recupero Animali Selvatici del Parco Regionale Riviera di Ulisse e tornato libero lo scorso 12 agosto.
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La storia del rapace era iniziata nell’ottobre 2025, quando era stato trovato ferito a Veroli, in provincia di Frosinone. Dopo mesi di cure e riabilitazione, con il supporto veterinario e scientifico del Parco, Laerte ha recuperato le condizioni necessarie per il ritorno in natura.
Prima della liberazione, grazie alla collaborazione con ISPRA, l’animale è stato dotato di un trasmettitore GPS/GSM alimentato a energia solare. Il dispositivo ha permesso di seguirne gli spostamenti e documentare in tempo reale la migrazione verso sud.
Dopo alcune settimane trascorse tra le province di Latina e Frosinone, il 27 settembre Laerte ha iniziato il lungo viaggio. La rotta lo ha portato verso la costa tirrenica, quindi in Liguria, nel sud della Francia e attraverso la Penisola Iberica. Il 13 ottobre aveva già raggiunto lo Stretto di Gibilterra, dopo oltre 2.200 chilometri.
Il percorso osservato conferma il comportamento noto come “migrazione a circuito”: invece di attraversare direttamente il Mediterraneo, il biancone tende a spostarsi verso nord-ovest e poi raggiungere la Spagna, sfruttando le correnti termiche sopra la terraferma e riducendo così lo sforzo necessario al volo.
Secondo il direttore del Parco, Fabio Refini, i dati raccolti rappresentano una conferma importante del pieno recupero funzionale dell’animale e permettono di acquisire informazioni preziose sugli spostamenti e sull’utilizzo del territorio da parte della specie.
Intanto è iniziato anche il viaggio di Telemaco, un secondo biancone recuperato a Ferentino nel marzo 2026, curato e liberato insieme a Laerte. Anche lui è dotato di GPS e sarà seguito durante la migrazione tra Europa e Africa.







