I consiglieri comunali di opposizione Salvatore Vento, Karim Tucciarone e Williams Di Cesare esprimono forte insoddisfazione per la gestione del trasporto pubblico locale e del trasporto scolastico a Spigno Saturnia. Le critiche arrivano dopo la seduta del Consiglio comunale dello scorso giovedì, durante la quale è stata affrontata la transizione del servizio TPL dall’ambito comunale alla gestione regionale tramite Astral.
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«Ancora una volta, a metà mandato, ci troviamo di fronte a un’amministrazione che risponde con la consueta vaghezza e con continui “vedremo”. Un atteggiamento superficiale che lascia presagire la totale assenza di una programmazione concreta per il nostro territorio», affermano i tre consiglieri.
Nel mirino dell’opposizione anche l’assenza di interventi, durante il dibattito, da parte dell’assessore alla Scuola Natalia Simeone, chiamata in causa dai consiglieri per le problematiche che riguardano direttamente famiglie e studenti.
Secondo Vento, Tucciarone e Di Cesare, le dichiarazioni del sindaco Marco Vento, che avrebbe sostenuto in aula che «tutto funzioni e nessuno si lamenti», non rispecchierebbero la situazione vissuta quotidianamente dai cittadini.
L’opposizione denuncia in particolare la riduzione delle corse sulle linee principali, la mancata copertura di alcune aree periferiche e la soppressione del servizio domenicale, ritenuto importante anche per l’accesso al mercato settimanale e per la mobilità delle fasce più deboli.
Al centro della contestazione c’è anche il trasporto scolastico. I consiglieri sostengono che il servizio debba garantire il diritto allo studio e rispondere alle esigenze delle famiglie residenti nelle zone rurali, richiamando la Legge Regionale Lazio n. 13/2018.
«Il trasporto scolastico assolve alla sua funzione pubblica solo se abbatte le barriere geografiche e rispetta il principio di prossimità», affermano Vento, Tucciarone e Di Cesare.
«Costringere le famiglie delle zone rurali a percorrere tragitti a piedi o in auto per raggiungere le fermate centralizzate significa ribaltare la ratio della legge e svuotare il servizio del suo significato. Il servizio deve andare incontro al cittadino, non il contrario», aggiungono.
I tre consiglieri chiedono quindi all’Amministrazione comunale di intervenire per ridisegnare le tratte, ripristinare una maggiore capillarità del servizio e tutelare le fasce più deboli e il diritto allo studio dei bambini.




