Incontri cancellati, proposte rimaste senza risposta e soltanto due istituti che hanno rinnovato la collaborazione con il Centro Donna Lilith. Sulla denuncia della presidente del centro antiviolenza, Chiara Sanseverino, relativa alle crescenti difficoltà nel promuovere percorsi di prevenzione della violenza di genere nelle scuole di Latina e provincia, interviene Francesca Perrone, delegata provinciale al Diritto allo Studio e alla Formazione del Partito Democratico della provincia di Latina. «Abbiamo appreso con profonda preoccupazione quanto denunciato dal Centro Donna Lilith», dichiara Perrone.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Controllore aggredito su un autobus in via Epitaffio, Di Cocco: «Episodio gravissimo e inaccettabile»
LATINA | Satricum, riapertura rinviata: Ranaldi chiede tempi, costi e coperture
LATINA | Ex Svar, via libera in commissione al piano Olim Palus 2032: più verde e parcheggi pubblici
«È drammatico che una collaborazione costruita in anni di lavoro, mettendo a disposizione delle scuole competenze ed esperienze preziose, sia stata riconfermata soltanto da due istituti. Un arretramento che rischia di privare studentesse e studenti di occasioni fondamentali di confronto, formazione e consapevolezza. La scuola è uno spazio di apprendimento ma anche di crescita e relazioni, in cui si impara a conoscere e costruire il proprio sé, così come a riconoscere e gestire emozioni. In quest’ottica, è importante favorire percorsi di educazione alle differenze, siano esse di genere, culturali o legate alle diverse opportunità e fragilità, contrastando ogni forma di discriminazione», continua Perrone. Viene sottolineato il ruolo delle volontarie e delle esperte che operano sul territorio e l’importanza di garantire continuità ai progetti educativi. «Il Centro Donna Lilith rappresenta da anni un presidio fondamentale, un punto di riferimento per le donne e per l’intera comunità, grazie alle competenze e all’esperienza costruita sul campo. Rinunciare a questo patrimonio sarebbe una sconfitta per l’intera comunità educante e, soprattutto, per le ragazze e i ragazzi, che hanno diritto a percorsi educativi capaci di supportarli nel riconoscere le diverse forme della violenza di genere, comprenderne le cause e prevenirla. Infatti, è nelle scuole che occorre continuare a promuovere una cultura del rispetto e fornire strumenti per riconoscere il valore del consenso e contrastare i comportamenti di controllo e le diverse manifestazioni della violenza, comprese quelle che si consumano sulle piattaforme online».
La delegata del PD collega inoltre le difficoltà denunciate dal centro antiviolenza al quadro politico e normativo nazionale, esprimendo preoccupazione per le conseguenze delle recenti disposizioni in materia scolastica. «Quanto sta accadendo è direttamente collegato al quadro politico e culturale nazionale», prosegue Perrone. «In un contesto scolastico in cui è stato introdotto il consenso informato dalla Legge Valditara n. 104/2026, la denuncia del CAV Lilith evidenzia il rischio di alimentare un clima di timore e autocensura, restringendo gli spazi del confronto educativo. È una visione della scuola che non condividiamo. Subordinare questi temi al consenso familiare è una scelta pericolosa, poiché proprio l’ambiente domestico può trasformarsi, in molti casi, nel luogo di violenze e abusi. Se a questo aggiungiamo le recenti norme sugli studenti stranieri (DL n. 170/2026), il rischio è quello di tornare a una concezione segregante dell’istruzione, che richiama modelli del passato come quello della scuola gentiliana e che finisce per riprodurre le disuguaglianze anziché abbatterle». Un richiamo particolare riguarda l’avvicinarsi del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Secondo Perrone, la prevenzione non può essere limitata alle iniziative organizzate in occasione della ricorrenza, ma deve rappresentare un impegno costante all’interno del sistema educativo. «Tra poche settimane torneremo a parlare pubblicamente di prevenzione, rispetto e contrasto alla violenza, ma non possiamo limitarci a richiamare questi temi in occasione del 25 novembre e poi lasciare fuori dalle scuole coloro che, ogni giorno, lavorano al fianco delle donne», osserva Perrone.
«Le ricorrenze hanno valore se rafforzano un impegno duraturo tutto l’anno. Proprio per questo la prevenzione deve essere un impegno quotidiano, strutturale e condiviso, che attraversi l’intero percorso educativo, così come è fondamentale ampliare e rendere continuativi i progetti di educazione sessuo-affettiva, estenderli a tutti i cicli scolastici, valorizzando il contributo dei centri antiviolenza e il dialogo con le famiglie». In conclusione, la delegata provinciale del Partito Democratico rivolge un appello alle istituzioni scolastiche e territoriali affinché venga rafforzata la collaborazione con i centri antiviolenza e siano garantite le condizioni necessarie per proseguire i percorsi di prevenzione. «Non possiamo accettare che un’impostazione ideologica conservatrice prevalga sul diritto delle nuove generazioni a crescere consapevoli, libere e capaci di costruire relazioni paritarie. Chiediamo alle istituzioni scolastiche e territoriali di raccogliere l’allarme lanciato da Lilith e di creare le condizioni necessarie affinché questi percorsi possano proseguire. La scuola deve poter contare su risorse, competenze e strumenti educativi adeguati a promuovere il rispetto e la valorizzazione delle differenze, con continuità e senza tabù né ritorni al passato», conclude Perrone.




