Si chiude con un viaggio nella memoria musicale di Cuba la rassegna Vite in Musica 2026. Martedì 17 novembre, al Teatro Palladium dell’Università Roma Tre, sarà proiettato Buena Vista Social Club, il documentario del 1999 diretto da Wim Wenders e dedicato ai grandi interpreti della musica tradizionale cubana. L’appuntamento, a ingresso gratuito, conclude il percorso cinematografico dedicato alla dimensione più intima e umana dei protagonisti della storia musicale, dopo aver attraversato la solitudine e le fragilità di Maria Callas, la crisi personale e la ricerca di autenticità di Bruce Springsteen e i tormenti creativi di Maurice Ravel.
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Ambientato nella Cuba degli anni Novanta, il film racconta una storia corale di memoria, identità e riscoperta, nella quale la musica diventa strumento di riconoscimento, condivisione e rinascita. Tra le strade dell’Avana, i luoghi della musica e le vicende personali di artisti rimasti a lungo lontani dai riflettori internazionali, prende forma un racconto che intreccia passato e presente. A riunire alcuni dei più importanti interpreti della tradizione musicale cubana, tra cui Compay Segundo, Ibrahim Ferrer e Omara Portuondo, è il musicista statunitense Ry Cooder, dando vita a un progetto capace di riportare all’attenzione internazionale un patrimonio artistico e culturale straordinario. Con il suo sguardo attento alle persone prima ancora che ai personaggi, Wenders costruisce un racconto che va oltre il documentario musicale. La macchina da presa accompagna i protagonisti nei luoghi della loro quotidianità, ne raccoglie ricordi, esperienze e testimonianze, restituendo attraverso le loro voci una storia collettiva fatta di talento, memoria e appartenenza. Al centro non c’è soltanto la riscoperta di una tradizione musicale capace di attraversare generazioni e confini, ma anche il significato del riconoscimento nella vita di chi ha dedicato la propria esistenza all’arte. Il successo, arrivato o ritrovato in una fase avanzata della vita, diventa così un’occasione per restituire visibilità a percorsi artistici e umani rimasti a lungo lontani dall’attenzione internazionale.
Il documentario conclude la rassegna Vite in Musica 2026, curata da Luca Aversano ed Enrico Carocci e realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, in collaborazione con il DAMS – Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. Quattro prospettive differenti per esplorare il rapporto tra vita e creazione artistica, tra successo e identità, restituendo l’umanità che si cela dietro il mito. Martedì 17 novembre alle ore 16:30 il film sarà introdotto da Edoardo Mariani e Giovanni Vacca, mentre la proiezione inizierà alle ore 17:00, con una durata di 105 minuti. L’appuntamento si svolgerà al Teatro Palladium, in piazza Bartolomeo Romano 8 a Roma, con ingresso gratuito. Per informazioni è possibile consultare il sito www.teatropalladium.com, contattare la biglietteria al numero 06 57332772 oppure scrivere a biglietteria.palladium@uniroma3.it.








