Il gruppo consiliare di opposizione “Prima Spigno” interviene sulle modalità di gestione delle opere pubbliche e delle risorse comunali, prendendo spunto dalla Determinazione del Settore Tecnico – Lavori Pubblici n. 455/2026 relativa agli interventi di riqualificazione dell’area del mercato settimanale.
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Secondo quanto riportato dal gruppo, l’atto prevede il ricorso all’affidamento diretto ai sensi dell’articolo 50, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 36/2023, dopo una consultazione ristretta a due operatori economici.
«Premettiamo con la massima chiarezza che la procedura adottata è pienamente legittima dal punto di vista normativo», precisano i consiglieri di Prima Spigno. «Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici consente infatti il ricorso all’affidamento diretto entro determinate soglie economiche. Tuttavia, riteniamo che vi sia una differenza sostanziale tra ciò che è strettamente legale e ciò che è politicamente e amministrativamente opportuno per la nostra comunità».
Per il gruppo consiliare, il ricorso frequente a procedure semplificate o ristrette rischierebbe di limitare la concorrenza e la partecipazione delle imprese e dei professionisti del territorio.
«L’uso costante dell’affidamento diretto riduce inevitabilmente la concorrenza e limita l’accesso alle opportunità pubbliche per tante aziende e professionisti del territorio che avrebbero le competenze per fare la loro parte», si legge nella nota.
Prima Spigno pone quindi l’accento sull’esigenza di ampliare il confronto tra operatori economici e di adottare, quando possibile, procedure improntate alla massima trasparenza e concorrenzialità.
«A fronte di questo approccio, sorge spontanea una domanda di fondo: chi trae davvero giovamento da questo modus operandi? Di certo non la collettività, che viene privata della possibilità di confrontare un numero maggiore di offerte al rialzo di qualità e al ribasso di costi, e di certo non il tessuto imprenditoriale locale», sostiene il gruppo.
I consiglieri chiedono dunque una programmazione più orientata all’evidenza pubblica e alla rotazione degli operatori, ribadendo che la gestione delle risorse pubbliche dovrebbe puntare non solo al rispetto formale della legge ma anche alla più ampia partecipazione possibile.
«La gestione delle risorse pubbliche non deve fermarsi al minimo indispensabile consentito dalla legge, ma deve puntare a garantire sempre la massima garanzia di imparzialità e partecipazione», conclude Prima Spigno. «Continueremo a monitorare con attenzione ogni singolo atto amministrativo, facendoci portavoce dei principi di trasparenza e di tutela del bene comune».




