Singolare protesta dei cittadini di Latina che questa mattina si sono presentati in consiglio comunale esponendo dei cartelli contro l’impianto di compostaggio che si vorrebbe realizzare nell’area nord della città. Il pacifico sit-in ha catalizzato l’attenzione della massima assise cittadina. Tra le richieste dei cittadini dei borghi del capoluogo anche la chiusura e la bonifica della discarica di Montello. Il sindaco Giovanni Di Giorgi ha incontrato una loro delegazione per discutere il problema. Sulla questione è intervenuto il consigliere del Partito Democratico Omar Sarubbo, che ha spiegato: “Oggi il consiglio comunale ha espresso all’unanimità un importante voto con il quale è stato manifestato parere contrario alla realizzazione di un impianto di compostaggio rifiuti in Via Moscarello a Borgo Bainsizza. Il consiglio si è riunito, seppure in ritardo, a seguito della richiesta dei Comitati di Cittadini dei borghi da sempre attivi per la difesa del territorio. Una richiesta inoltrata più di un mese fa durante una partecipata assemblea pubblica. L’ordine del giorno votato è un documento importante che aggiunge chiarezza e forza politica ai pareri amministrativi negativi già espressi dal Comune e dalla Regione in merito alla realizzazione dell’impianto proposto dalla Self Garden. Inoltre nel documento si esprime profonda preoccupazione per gli sversamenti di materiale che la società in oggetto avrebbe fatto nei terreni acquistati nonostante l’assenza di autorizzazioni. Su questo c’è un’indagine della magistratura in corso seguita agli esposti fatti dagli stessi cittadini residenti e dai comitati che li stanno degnamente rappresentando. Un’indagine alla quale ci affidiamo certi del fatto che la Giustizia saprà fare piena chiarezza. Quello di oggi – continua Sarubbo – è solo un primo passo verso la ricostruzione di un futuro di sviluppo che per troppo tempo è stato negato ai cittadini della zona nord di Latina. Un percorso che deve proseguire contemplando la bonifica delle discariche, la ricerca della totale verità sulle attività delle ecomafie nei nostri territori, la rinuncia alla realizzazione di impianti di incenerimento e termovalorizzazione, il risarcimento economico alla fetta di popolazione residente nei borghi che per anni ha subito gravissime penalizzazioni ambientali, patrimoniali, economiche e di salute. Queste sono le prossime partite da vincere, insieme ad un aumento sensibile della raccolta differenziata che da troppo tempo è ferma ad un insufficiente 33%”.
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