La vicenda del Palaboxe di via Aspromonte torna al centro del Consiglio comunale di Latina. La capogruppo del Partito Democratico Valeria Campagna interviene nuovamente sulla gestione dell’impianto, contestando il mancato rilascio della struttura e richiamando una posizione debitoria che, secondo quanto riferito in aula, avrebbe raggiunto quasi 140mila euro.
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«La situazione del Palaboxe continua ad aggravarsi. Non soltanto l’impianto non è stato riconsegnato al Comune, nonostante la sospensione dell’aggiudicazione disposta dal Consiglio di Stato e la scadenza del termine del 30 settembre, ma oggi abbiamo appreso che la posizione debitoria dell’attuale gestore ha raggiunto quasi 140mila euro», dichiara Campagna.
La consigliera aggiunge che, secondo quanto riferito dall’assessore Chiarato durante la discussione, il Comune non avrebbe ancora incassato somme neppure dopo l’aggiudicazione della gara.
Nel corso della seduta è emerso anche che l’Amministrazione comunale, con una nota del 30 ottobre, avrebbe respinto un’ulteriore richiesta di proroga, fissando però il rilascio dell’immobile entro il prossimo 15 novembre.
«Il Consiglio di Stato ha sospeso l’aggiudicazione e lo stesso Comune, nei propri atti, ha sostenuto che fosse necessario riportare l’impianto nella piena disponibilità pubblica», osserva Campagna. «Aveva prima intimato il rilascio, poi concesso una proroga fino al 30 settembre, definendolo un termine ultimo. Quel termine è scaduto senza che la struttura venisse riconsegnata. Adesso apprendiamo che, pur respingendo una nuova proroga, il Comune ha fissato un’altra scadenza al 15 novembre».
Uno dei punti centrali dell’interrogazione riguarda la quantificazione delle somme che il Comune ritiene dovute dall’attuale gestore. Ai 121.580,50 euro già accertati per il periodo 2016-2025 si aggiungerebbero quasi 8mila euro di indennità per il periodo dal 1° settembre 2025 al 3 maggio 2026 e quasi 10mila euro per il periodo dal 4 maggio al 28 ottobre 2026, per una cifra complessiva indicata in aula in circa 139mila euro.
«Qui non stiamo parlando di una controversia privata, ma di un bene pubblico e di risorse che appartengono alla collettività», sottolinea la consigliera, chiedendo chiarimenti sulle iniziative intraprese per il recupero delle somme e sulla tutela del patrimonio comunale.
Campagna torna poi sulle criticità già sollevate in merito alla procedura di affidamento. In particolare richiama l’articolo 29 del regolamento comunale per la gestione degli impianti sportivi, sostenendo che la concessione sarebbe stata aggiudicata a un soggetto nei confronti del quale era già stata accertata una posizione debitoria.
La consigliera pone inoltre interrogativi sulla consegna in via d’urgenza dell’impianto avvenuta il 4 maggio 2026, successivamente alla notificazione del ricorso contro l’aggiudicazione, e sulle prospettive future della gara.
Secondo quanto riferito in Consiglio, l’Amministrazione starebbe valutando la possibilità di una nuova procedura qualora il TAR dovesse accogliere il ricorso contro l’aggiudicazione. Su questo punto Campagna chiede di chiarire perché si ipotizzi di ripartire da zero anziché valutare, se giuridicamente possibile, lo scorrimento della graduatoria.
Nel suo intervento, la capogruppo del PD precisa anche di non voler trasformare la vicenda in una contrapposizione con la Boxe Latina. «Ne riconosco la storia, i risultati sportivi, il lavoro educativo e sociale svolto in tanti anni di attività. Ma il valore di un’associazione, per quanto importante, non può costituire di per sé un diritto a gestire per sempre un impianto pubblico, indipendentemente dalle procedure e dalle regole che valgono per tutti».
«Le regole non sono contro lo sport. Sono ciò che permette a tutti di avere le stesse opportunità», aggiunge Campagna.
La consigliera guarda ora alla scadenza del 15 novembre e all’udienza di merito davanti al TAR fissata per l’11 novembre. «Saranno trascorsi oltre sette mesi dall’aggiudicazione di aprile. Sette mesi di ricorsi, provvedimenti, proroghe e mancati incassi, mentre il futuro dell’impianto rimane sospeso», conclude.
«Il Palaboxe appartiene alla città, non a una singola associazione e neppure all’amministrazione di turno. Difendere lo sport significa anche difendere il patrimonio pubblico, la trasparenza e il rispetto delle regole».




