Una festa per celebrare la vittoria davanti al TAR e rilanciare la richiesta di salvaguardare il Pratone di piazzale Clodio. Cittadini e comitati si sono ritrovati domenica nell’area verde della Capitale dopo la sentenza che ha annullato il decreto regionale relativo al progetto di ampliamento della Città giudiziaria. Alla manifestazione ha partecipato anche Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea del Partito della Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale.
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«Oggi al Pratone di piazzale Clodio cittadini e comitati festeggiano una vittoria che molti ritenevano impossibile. La mobilitazione per difendere quest’area verde ha ottenuto un importante risultato davanti al TAR, dimostrando che anche decisioni apparentemente già prese possono essere rimesse in discussione», ha dichiarato Barbera, presente insieme ai comitati promotori del ricorso.
Al centro della vicenda c’è il progetto di ampliamento degli uffici giudiziari, contestato da cittadini e associazioni per le conseguenze sull’area verde. La pronuncia del tribunale amministrativo, tuttavia, non determina la cancellazione definitiva dell’intervento: come sottolinea lo stesso esponente di Rifondazione Comunista, l’annullamento riguarda il decreto regionale per le carenze riscontrate nell’istruttoria ambientale.
«Come Rifondazione Comunista, insieme ad altri, abbiamo sostenuto con forza questa battaglia. Oggi siamo qui per condividere la soddisfazione di una comunità che non si è arresa. Ottenere l’annullamento di un provvedimento relativo a un’opera pubblica di questa portata non era affatto scontato», ha aggiunto Barbera.

Il rappresentante del PRC riconosce che la vicenda amministrativa resta aperta, ma invita le istituzioni a non limitarsi a correggere gli atti contestati per riproporre il medesimo intervento. La richiesta politica è quella di rinunciare all’edificazione del Pratone e individuare soluzioni alternative per le esigenze della giustizia romana.
«La sentenza non cancella definitivamente il progetto di ampliamento della Città giudiziaria, ma annulla il decreto regionale per le carenze dell’istruttoria ambientale. È una vittoria importante, anche se la partita amministrativa non è conclusa», ha precisato.
Da qui l’appello a utilizzare il patrimonio immobiliare pubblico già disponibile, evitando nuove costruzioni sull’area verde: «Ora chiediamo alle istituzioni di non rispondere alla sentenza preparando semplicemente un altro decreto. Prendano atto della decisione del TAR e della volontà dei cittadini di preservare il Pratone. Si abbandoni il progetto di edificazione e si utilizzino immobili pubblici esistenti per ampliare gli uffici giudiziari».
Per Barbera, la mobilitazione dei comitati rappresenta un segnale che le istituzioni non dovrebbero ignorare. «Oggi, dove qualcuno immaginava già i cantieri, ci sono cittadini che festeggiano. Le istituzioni ascoltino questa piazza: il Pratone deve restare verde», ha concluso.





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