Dal 7 luglio è in vigore la legge 9 giugno 2026, n. 104, sul consenso informato in ambito scolastico. E mentre la norma entra in vigore, è già partita la raccolta di almeno 500mila firme per un referendum che ne chiede l’abrogazione integrale. Il Comitato Sì Educazione Affettiva nelle Scuole ha depositato l’iniziativa referendaria prevista dall’articolo 75 della Costituzione, annunciata sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio 2026. Le firme vanno raccolte entro il 30 settembre 2026 tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica sulla piattaforma ministeriale.
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Ma cosa prevede esattamente la legge che si vuole cancellare? La Legge 104/2026, nota come legge Valditara, introduce tre vincoli principali: vieta di trattare temi legati alla sessualità nelle scuole materne ed elementari e impone agli istituti di medie e superiori di richiedere alle famiglie un’autorizzazione scritta con sette giorni di preavviso per ogni singola attività didattica inerente all’educazione sessuale e affettiva. A differenza di 20 Paesi UE dove l’educazione sessuo-affettiva è obbligatoria, l’Italia è tra i sette Stati membri che non ne prevedono l’obbligatorietà. Le scuole devono organizzare attività alternative per chi non partecipa, il tutto senza risorse aggiuntive.
Il punto più spinoso è però un altro, e lo sintetizza bene chi insegna ogni giorno. Se la scuola arretra, il vuoto viene riempito dai social, dalla pornografia, dagli stereotipi e dalla violenza del gruppo. E questi cattivi maestri, a differenza della scuola, non mostrano prima i loro materiali e non chiedono il consenso a nessuno. Il comitato promotore chiede in particolare a chi si candida alle prossime primarie di esporsi: dare la propria adesione oggi significa assumersi una responsabilità precisa nei confronti della scuola di domani. Se le 500mila firme verranno raggiunte, la votazione si terrà dopo le elezioni, diventando il primo banco di prova per il prossimo Governo sul tema dell’educazione affettiva nelle scuole.


