Maxi operazione antidroga in Friuli Venezia Giulia, dove la Guardia di Finanza di Udine ha eseguito 24 misure restrittive nell’ambito dell’inchiesta denominata “Change the Music”. L’attività, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, ha impegnato oltre 180 militari e ha interessato in particolare la bassa friulana e diversi comuni delle province di Udine, Trieste e Gorizia.
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Le misure sono state disposte dal Gip del Tribunale di Trieste nei confronti di soggetti ritenuti appartenenti a un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti. In particolare, sono state eseguite 9 custodie cautelari in carcere, 14 arresti domiciliari con braccialetto elettronico e un obbligo di dimora. Nel corso della stessa indagine erano già stati arrestati altri 8 soggetti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe avuto una struttura gerarchica, con al vertice un cittadino sloveno già noto alle forze dell’ordine e attualmente detenuto all’estero. Tre giovani italiani, poco più che ventenni, avrebbero invece gestito diverse piazze di spaccio, organizzando la distribuzione della droga attraverso altri affiliati.
Le indagini, condotte dai finanzieri del Gruppo di San Giorgio di Nogaro, si sono sviluppate attraverso attività tecniche, osservazioni sul territorio e accertamenti finanziari. Gli investigatori avrebbero ricostruito un giro di forniture e cessioni di stupefacenti per oltre 800 chili, con un volume d’affari stimato in decine di milioni di euro.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati circa 11 chili di hashish, quasi 17 chili di marijuana, oltre 6 chili tra cocaina bianca, rosa e nera, sostanze da taglio, droghe sintetiche, materiale per il confezionamento, telefoni, sim card e scanner anti-intercettazione. Rinvenute anche armi e oggetti atti a offendere, tra cui due revolver con cartucce e silenziatori, pistole a salve, coltelli, katane, un machete, taser e una balestra.
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni e i provvedimenti cautelari hanno quindi carattere non definitivo e per gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.




