
Il voto di metà mandato cambia gli equilibri politici degli Stati Uniti. I democratici hanno conquistato il controllo sia della Camera dei Rappresentanti sia del Senato, ponendo fine al dominio repubblicano sul Congresso e aprendo una fase più complessa per la seconda parte della presidenza di Donald Trump.
Leggi sullo stesso argomento
Morbillo, morto un bambino nello Stato di New York: è il primo decesso in oltre 30 anni
Madrid-Siviglia, FAST Confsal dopo la collisione: «Non fermarsi alla tesi dell’errore umano»
Omicidio Pasolini, nuovo fascicolo in Procura dopo l’esposto dell’avvocato Maccioni
Come riportato da diversi organi di stampa, alla Camera il partito ha superato la soglia dei 218 seggi necessaria per la maggioranza, mentre le proiezioni indicano un risultato che potrebbe arrivare fino a 255 deputati. Al Senato, invece, i democratici hanno ribaltato diversi collegi chiave e riconquistato il controllo dell’aula.
Particolarmente significativi i risultati arrivati da Stati tradizionalmente favorevoli ai repubblicani. In Texas James Talarico ha conquistato il seggio al Senato, mentre successi democratici sono arrivati anche in Iowa e Kansas. Proprio il risultato texano assume un valore simbolico rilevante, dal momento che il partito non riusciva a vincere una competizione statale dal 1994.
Il fronte democratico ha ottenuto risultati importanti anche in altri Stati. In Maine è stato strappato ai repubblicani un seggio considerato strategico, mentre in Georgia Jon Ossoff ha mantenuto la propria posizione. In Michigan è stato eletto Abdul El-Sayed, destinato a diventare il primo musulmano a entrare nel Senato degli Stati Uniti.
Il nuovo assetto del Congresso avrà effetti diretti sull’azione della Casa Bianca. Dal gennaio 2027 i democratici potranno esercitare un controllo più incisivo sull’amministrazione, guidare le commissioni parlamentari, rallentare l’approvazione delle leggi e opporsi alle nomine presidenziali. Trump conserverà comunque il potere di veto, elemento destinato a rendere più complesso il rapporto tra esecutivo e Parlamento nei prossimi due anni.
Il presidente ha riconosciuto l’esito del voto e ha lasciato aperta la possibilità di collaborare con la nuova maggioranza, pur prendendo le distanze dalla sconfitta repubblicana e sottolineando di non essere stato direttamente candidato in questa tornata elettorale.
Le Midterm del 2026 consegnano dunque ai democratici un Congresso completamente diverso rispetto a quello uscito dalle elezioni del 2024 e ridisegnano il quadro politico americano in vista della corsa presidenziale del 2028.




