Quattro città, due continenti e un’unica passione per la corsa. Domenica 1° novembre la Runforever è stata protagonista di una giornata di sport tra Italia e Stati Uniti, con i propri atleti impegnati in diverse competizioni a Rocca Priora, Roma, Foligno e New York. Una domenica ricca di risultati, soddisfazioni ed emozioni, che ha visto i colori gialloblù presenti su percorsi e distanze differenti.
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A Rocca Priora si è disputata la settima edizione del Trail dei Santi, valida come settima tappa del Circuito Castelli Romani e ventunesima tappa del circuito podistico OPES «In Corsa Libera». La gara si è sviluppata su un percorso sterrato di circa 11,5 chilometri, con 240 metri di dislivello positivo, nell’area boschiva di Colle Ceraso. Un tracciato caratterizzato da continui saliscendi e falsopiani, con partenza e arrivo presso la pista di atletica dello Stadio Montefiore.
A rappresentare la Runforever è stato Christian Margiotta, che ha sfiorato il podio assoluto concludendo al quarto posto generale e conquistando la vittoria nella categoria SM45, ricevendo un premio composto da generi alimentari e materiale tecnico. Ottima prestazione anche per Claudio Cordella, che ha tagliato il traguardo al 100° posto assoluto, classificandosi secondo nella categoria SM65.
Nella Capitale è andata in scena la diciottesima edizione della Corsa dei Santi, appuntamento tradizionale del 1° novembre, in occasione della Festa di Ognissanti. La manifestazione, affiancata da una prova non competitiva, ha proposto un percorso di 9,950 chilometri, con partenza e arrivo in piazza Pio XII, davanti a piazza San Pietro, attraversando le vie del Vaticano, il centro storico e il quartiere Prati.
Cinque gli atleti gialloblù al via: Simone Bovi, Elisa Sementilli, Michelangelo Papa, Igor Balsamello e Giulio Candian. Proprio per Candian, classe 2009 e allenato dall’istruttore Stefano Tofani, si è trattato di un appuntamento speciale: la prima gara con i colori Runforever, conclusa con il tempo di 50’59”.
A Foligno, in Umbria, spazio alla Mezza Maratona Città di Foligno, manifestazione che ha richiamato numerosi partecipanti provenienti dall’Italia e dall’estero. Il programma comprendeva la distanza competitiva di 21,097 chilometri, la gara sui 10 chilometri denominata FasTen, entrambe su percorso certificato, e la Family Run. Partenza e arrivo erano collocati in piazza della Repubblica, nel centro storico, con un tracciato pianeggiante e scorrevole.
Sulla distanza della mezza maratona, Gianluigi Bianchini ha concluso la prova in 1h25’18”, conquistando il 70° posto assoluto su 801 partecipanti e il quinto posto nella categoria SM45, con relativo premio. Nella FasTen, invece, Giampaolo De Masi ha fermato il cronometro a 41’06”, classificandosi 63° assoluto su 413 partecipanti.
Dall’altra parte dell’oceano, la Runforever è stata rappresentata da Gianni Stirpe e Simone Piazza alla TCS New York City Marathon, una delle maratone più conosciute al mondo. I suoi 42,195 chilometri attraversano i cinque distretti della Grande Mela, da Staten Island a Brooklyn, Queens, Bronx e Manhattan, fino all’arrivo a Central Park. Un percorso caratterizzato da cinque ponti e dal sostegno di migliaia di spettatori.
Nella gara maschile, il successo è andato allo svedese Andreas Almgren, che al debutto sulla distanza ha chiuso in 2h06’01”. Grande protagonista anche l’azzurro Yeman Crippa, secondo in 2h06’14”, dopo aver lottato per la vittoria fino agli ultimi 400 metri. In campo femminile, vittoria per la keniana Sheila Chepkirui in 2h24’36”, davanti all’americana Jessica McClain (2h24’42”) e alla connazionale Hellen Obiri (2h24’43”).
Per Gianni Stirpe, alla sua quinta maratona, New York ha rappresentato il coronamento di un percorso fatto di sacrifici, determinazione e passione. Diciotto settimane di preparazione, allenamenti dopo il lavoro e numerose difficoltà affrontate durante un’estate particolarmente calda, con sedute svolte anche a temperature superiori ai 36 gradi.
«Diciotto settimane di preparazione, allenamenti dopo il lavoro e tante difficoltà da superare, soprattutto durante un’estate particolarmente calda, con sedute affrontate anche oltre i 36 gradi. Non sono mancati i momenti di stanchezza e i dubbi, ma la voglia di raggiungere il traguardo ha sempre prevalso», racconta Stirpe.
Fin dalle prime ore del mattino, l’atmosfera della maratona ha reso speciale l’esperienza: l’attesa a Staten Island, i corridori provenienti da ogni parte del mondo, il Verrazzano Bridge, l’inno americano e le note di «New York, New York» prima del colpo di cannone che ha dato il via alla gara.
«Da quel momento è iniziato un viaggio attraverso i cinque distretti della città, accompagnato dal tifo incessante di oltre un milione di spettatori. Una festa continua, fatta di incitamenti, sorrisi e incontri, che mi hanno permesso di non sentirmi mai solo lungo i 42,195 km», prosegue l’atleta.
Non sono mancati i momenti difficili, soprattutto intorno al 32° chilometro, quando è arrivato un calo fisico. A sostenerlo sono stati gli incoraggiamenti del pubblico, tra i tanti «Nonno Gianni!», «Forza Italia!» e «Go, man, go!» ricevuti lungo il percorso. La fatica e la commozione hanno accompagnato gli ultimi chilometri, fino all’arrivo e al ricongiungimento con la moglie Emanuela.
Stirpe ha definito il risultato ottenuto «spaziale», sottolineando come, al di là del cronometro, resti soprattutto un’esperienza da custodire per sempre. L’atleta della Runforever ha concluso la maratona con il tempo ufficiale di 3h49’35”, classificandosi 17.832° assoluto, nella categoria M64, e 13.848° tra gli italiani.
Un percorso diverso, ma altrettanto significativo, quello di Simone Piazza. Per lui la maratona di New York ha rappresentato il traguardo di un viaggio iniziato un anno prima, quando ha deciso di tornare a correre dopo dieci anni di completa inattività sportiva.
«Inizialmente gli allenamenti erano affrontati senza un programma ben definito, ma dopo le prime gare ho capito di aver bisogno di una guida e di una preparazione strutturata. È qui che entra in gioco la Runforever, accompagnandomi in un percorso fatto di allenamenti alle 5 del mattino prima del lavoro e sedute tecniche nel pomeriggio. Un cammino che mi ha portato fino a quel primo novembre, quando l’emozione e l’adrenalina hanno preso il sopravvento», racconta Piazza.
La giornata newyorkese è stata vissuta con grande emozione, fin dai momenti precedenti alla partenza. «Si dorme poco, si mangia male e il cuore palpita con la speranza di finirla. Si arriva stanchi già alla partenza, ma poi, su quel ponte di Verrazzano, l’inno nazionale, il cannone… e non inizia una maratona: inizia una festa continua!», ricorda l’atleta.
Per Piazza, ogni quartiere attraversato ha regalato un’energia particolare. L’obiettivo non era inseguire il cronometro, ma raggiungere Central Park sulle proprie gambe e dimostrare a sé stesso quanto si possa ottenere attraverso volontà e determinazione. Al termine della gara ha voluto rivolgere un ringraziamento alla società: «Grazie di cuore alla Runforever per avermi fatto sentire parte della squadra».
Anche il cronometro ha premiato il suo impegno: Simone Piazza ha concluso la maratona in 4h24’14”, classificandosi 47.214° assoluto, nella categoria M46, e 28.461° tra gli italiani.
Una domenica che ha visto la Runforever presente in quattro città, tra risultati sportivi, sacrifici ed esperienze personali. Dalle gare dei Castelli Romani alle strade della Capitale, dalla mezza maratona di Foligno fino ai 42 chilometri di New York, gli atleti gialloblù hanno condiviso lo stesso spirito di squadra e la passione per la corsa. «Ovunque ci sia una linea di partenza, ci sono i nostri colori! We are Runforever!», è il messaggio conclusivo della società.









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