La morte di Davide Di Scala, operaio di 38 anni deceduto all’ospedale «Fabrizio Spaziani» di Frosinone dopo essere precipitato dal tetto di una palestra scolastica, riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. A intervenire sono i coordinamenti provinciali di Europa Verde di Latina e Frosinone, che denunciano l’aumento degli infortuni nelle due province e chiedono interventi immediati, dal rafforzamento delle ispezioni alla stretta sui subappalti, fino all’introduzione del reato di omicidio sul lavoro.
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Davide Di Scala lavorava per l’impresa edile Itri Appalti e Servizi. Giovedì mattina della scorsa settimana era impegnato nei lavori di rifacimento e consolidamento del solaio della palestra della scuola primaria «Amedeo Maiuri», appartenente al Comprensivo IV di Frosinone, quando è precipitato dal tetto, riportando ferite gravissime. Trasportato all’ospedale «Fabrizio Spaziani», è successivamente deceduto.
Una tragedia avvenuta proprio durante la Settimana della Prevenzione, iniziativa promossa da ASL, sindacati e organizzazioni datoriali per sensibilizzare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Una coincidenza che i rappresentanti di Europa Verde definiscono particolarmente dolorosa: «I morti sul lavoro non sono numeri, ma hanno dei nomi, sono persone. Davide è solo l’ultimo nome che va ad allungare una lista intollerabile».
Nel comunicato, i due coordinamenti richiamano i dati elaborati sui recenti report dell’INAIL, che, secondo quanto riportato da Europa Verde, evidenziano un aumento degli incidenti nel Lazio e nelle province di Latina e Frosinone. In provincia di Latina, nei primi otto mesi dell’anno, le denunce di infortunio con esito mortale sarebbero passate da 7 a 10, rappresentando oltre il 16% dei decessi registrati nell’intera regione, con una media di una vittima ogni 24 giorni. Nello stesso periodo, le denunce complessive di infortunio sarebbero aumentate del 6,6%, superando quota 2.400.
In provincia di Frosinone, sempre secondo i dati richiamati dai coordinamenti, le denunce di infortunio sarebbero cresciute del 3,3%. Già nel primo semestre dell’anno, inoltre, l’indice di incidenza delle morti sul lavoro avrebbe raggiunto 22,7 decessi ogni milione di occupati, a fronte di una media nazionale di 14,5.
Il quadro regionale riportato da Europa Verde indica un aumento dell’8,1% delle denunce di infortunio nel Lazio, con 62 morti complessive, il 17% in più. Particolarmente critico, secondo il comunicato, il periodo compreso tra giugno e agosto, durante il quale sarebbero state registrate 24 vittime, con un incremento del 26% rispetto al 2025. Tra i fattori di rischio richiamati figura anche l’esposizione dei lavoratori alle temperature estreme durante i mesi estivi.
«Numeri drammatici che impongono alle istituzioni e alla politica di smettere una volta per tutte di parlare di “morti bianche” o di tragiche fatalità. Quando la sicurezza viene considerata un costo da comprimere, la vita delle lavoratrici e dei lavoratori viene colpevolmente messa in secondo piano. Non possiamo accettare che ci si indigni solo durante le ricorrenze o le giornate di sensibilizzazione, mentre nei cantieri e nelle fabbriche si continua a morire», dichiarano i coordinamenti provinciali di Europa Verde.
Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato sul fronte della prevenzione e dei controlli. Europa Verde/Avs propone innanzitutto il rafforzamento dei servizi di prevenzione delle ASL e un piano straordinario di ispezioni dell’Ispettorato del Lavoro, con particolare attenzione ai settori considerati maggiormente esposti ai rischi, come edilizia, manifattura e trasporti.
Un altro punto riguarda appalti e subappalti a cascata, sui quali i coordinamenti chiedono una stretta, sostenendo che la frammentazione delle responsabilità possa incidere negativamente sulle tutele dei lavoratori. Tra le proposte figura inoltre l’introduzione a livello nazionale del reato di omicidio sul lavoro, una fattispecie specifica che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe sanzionare chi mette consapevolmente a rischio la vita dei dipendenti attraverso la violazione delle norme di sicurezza.
«La sicurezza sul lavoro non è un costo marginale e neanche un optional: è un diritto costituzionale fondante e una priorità politica assoluta. Come Europa Verde/Avs continueremo a batterci in ogni sede per più prevenzione, più controlli e più diritti, affinché non ci siano più famiglie a piangere chi è uscito di casa solo per svolgere il proprio lavoro», concludono il Coordinamento Provinciale Latina Europa Verde e il Coordinamento Provinciale Frosinone Europa Verde.




