Trasformare il Centenario di Latina in un progetto di crescita culturale e sociale, capace di lasciare risultati concreti anche dopo il 2032. È la visione presentata da Francesca Pierleoni, componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Latina 2032, alla XXI edizione di Ravello Lab – Colloqui Internazionali, il forum sulle politiche culturali che si è svolto dal 22 al 24 ottobre a Villa Rufolo, a Ravello.
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Pierleoni è intervenuta nel panel Partecipazione, accessibilità, fruizione universale: competenze e pratiche, all’interno della manifestazione dedicata quest’anno al tema Memoria e contemporaneità. Attraversare l’arte. Al centro del suo contributo, il rapporto tra patrimonio storico, identità cittadina e partecipazione delle comunità alla vita culturale.
Partendo dalla storia di Latina, fondata nel 1932 e cresciuta attraverso l’incontro tra popolazioni e culture differenti, Pierleoni ha richiamato il valore del patrimonio architettonico e urbanistico della città e la necessità di renderlo maggiormente riconoscibile e condiviso. «Per Latina il rapporto tra memoria e contemporaneità non è un tema astratto, ma una condizione quotidiana», ha spiegato. «Abbiamo un patrimonio architettonico e urbanistico di straordinario valore, che tuttavia non sempre viene percepito dai cittadini come un’eredità comune. Il patrimonio diventa realmente accessibile quando le persone si sentono parte di quella storia e possono riconoscersi in essa».
Una riflessione che si inserisce nel percorso della Fondazione Latina 2032, presieduta da Vincenzo Zaccheo, impegnata a costruire un programma di iniziative e progetti per il centenario della fondazione della città. L’obiettivo illustrato a Ravello è quello di superare la dimensione esclusivamente celebrativa, coinvolgendo anche il territorio provinciale e le comunità meno presenti nei circuiti culturali.
«La sfida che ci siamo posti è fare del Centenario un processo e non una semplice ricorrenza», ha sottolineato Pierleoni. «Non vogliamo limitarci a un calendario di manifestazioni, ma costruire un percorso pluriennale capace di coinvolgere anche le comunità che oggi restano ai margini della vita culturale, lasciando risultati concreti e duraturi».
Nel suo intervento, Pierleoni ha affrontato anche il tema delle disuguaglianze nell’accesso alla cultura, evidenziando gli ostacoli economici, sociali e territoriali che possono limitare la partecipazione di giovani, persone fragili e cittadini più distanti dai luoghi culturali. «Accessibilità e partecipazione non sono capitoli separati delle politiche culturali: sono il punto in cui cultura e coesione sociale diventano la stessa cosa», ha affermato.
Sei le proposte operative presentate durante il forum: rendere l’accessibilità una funzione stabile delle istituzioni culturali; rafforzare la collaborazione tra cultura, scuola, sanità e servizi sociali; promuovere la co-programmazione e la co-progettazione con il Terzo settore; garantire continuità ai progetti; investire nella formazione degli operatori; introdurre criteri di valutazione che consentano di misurare nel tempo i risultati dei grandi eventi.
Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di lasciare, dopo le celebrazioni, spazi culturali più accessibili, collaborazioni durature e nuove opportunità per i cittadini, senza trascurare i piccoli comuni e i territori più fragili.
«Un anniversario è riuscito non quando ha fatto molti eventi, ma quando ha lasciato una comunità più capace di prendersi cura del proprio patrimonio», ha concluso Pierleoni. Una prospettiva che la Fondazione Latina 2032 intende sviluppare in vista del Centenario, puntando a fare del 2032 non soltanto una ricorrenza storica, ma un’occasione di investimento culturale e sociale per la città e per l’intera provincia.











