Turismo sostenibile, valorizzazione del patrimonio culturale e sviluppo economico dei territori. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro internazionale che si è svolto martedì 20 ottobre a Roma, nella sede di Unioncamere, con una delegazione di 22 funzionari delle amministrazioni locali della Repubblica di Corea. Un confronto dedicato alle buone pratiche italiane nella gestione delle destinazioni turistiche, con particolare attenzione all’utilizzo dei dati, alla tutela delle comunità locali e alle strategie per affrontare la crescita dei flussi turistici.
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Il Sistema camerale italiano, con il contributo tecnico-scientifico di Isnart, l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali, è stato scelto dalla delegazione sudcoreana come unico interlocutore istituzionale italiano per approfondire questi temi. L’obiettivo della visita era conoscere strumenti ed esperienze capaci di conciliare lo sviluppo del turismo con la salvaguardia dell’identità dei territori, del patrimonio culturale e della qualità della vita dei residenti.
Tra gli argomenti affrontati anche il fenomeno dell’overtourism, la possibilità di distribuire i flussi verso destinazioni meno frequentate e il ruolo del turismo nella crescita delle economie locali. Particolare attenzione è stata riservata all’impiego dei dati per orientare le politiche pubbliche e valutare gli effetti economici delle attività turistiche.
Unioncamere e Isnart hanno illustrato le attività del Sistema camerale a sostegno dei territori, attraverso un modello che mette in relazione la conoscenza delle destinazioni, la qualificazione dell’offerta e il coinvolgimento delle imprese. Un approccio finalizzato a promuovere uno sviluppo turistico coerente con le caratteristiche e le potenzialità delle diverse realtà locali.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti di Pietro Infante, responsabile Internazionalizzazione di Unioncamere, seguiti dall’intervento di Giovanna Pascale, dell’Ufficio Made in Italy e Turismo, dedicato al ruolo delle Camere di commercio. Paolo Bulleri, dirigente Isnart e dell’Area per la Ricerca Economica e Sociale sui Fenomeni Turistici e Culturali, ha quindi portato il benvenuto dell’Istituto.
Nel corso del confronto, i funzionari sudcoreani hanno manifestato un interesse specifico per la misurazione dell’impatto economico del turismo, anche attraverso l’analisi delle transazioni finanziarie. Le domande hanno riguardato inoltre il Registro delle imprese gestito dal Sistema camerale italiano e i principali settori dell’esportazione italiana verso la Corea del Sud.
Su quest’ultimo aspetto, Pietro Infante ha richiamato le eccellenze del Made in Italy presenti sul mercato sudcoreano, dalla moda al design, dalla gioielleria all’agroalimentare, fino alle tecnologie avanzate, alle biotecnologie e al comparto biochimico-farmaceutico.
Alessandra Arcese, coordinatrice dell’Area Qualificazione Territori e Imprese di Isnart, ha approfondito il contributo dell’Istituto allo sviluppo delle destinazioni turistiche, illustrando le esperienze realizzate in collaborazione con le Camere di commercio. Al centro del modello presentato, l’utilizzo dei dati per sostenere le decisioni, la cooperazione tra istituzioni e operatori locali e la costruzione di un’offerta turistica riconoscibile e sostenibile.
Un’impostazione che punta a rafforzare la competitività delle destinazioni senza perdere di vista l’identità culturale e la distribuzione dei benefici economici, con particolare attenzione ai piccoli comuni e alle aree meno conosciute.
Tra le iniziative che hanno suscitato maggiore interesse figura «Ospitalità Italiana», il progetto che assegna un marchio di qualificazione a strutture della ristorazione, tra cui ristoranti, pizzerie e gelaterie, anche all’estero. La presentazione delle 24 strutture italiane in Corea del Sud che hanno ottenuto il riconoscimento ha raccolto apprezzamenti e ulteriori richieste di approfondimento da parte dei delegati.
Durante l’incontro, anche la delegazione sudcoreana ha condiviso alcune esperienze di sviluppo turistico locale, favorendo uno scambio sulle modalità di gestione delle destinazioni e sulle politiche adottate nei rispettivi territori.
«L’interesse della delegazione coreana per l’impegno nello sviluppo turistico del Sistema camerale italiano è testimoniato dalla scelta fatta dalle istituzioni coreane di rivolgersi ad Isnart e Unioncamere per approfondire il modello di intervento del nostro Sistema che opera per coniugare uno sviluppo imprenditoriale capace anche di generare valore per le comunità locali», ha dichiarato Loretta Credaro, presidente di Isnart.
«Per affrontare le nuove sfide del turismo occorre, infatti, conoscere i territori, misurare l’impatto economico del turismo e tradurre i dati in scelte concrete, coinvolgendo istituzioni e imprese. È il contributo che Isnart porta nel Sistema camerale: accompagnare le destinazioni in percorsi che tengano insieme competitività, identità culturale e qualità dell’accoglienza. Il confronto internazionale è un’occasione preziosa per condividere esperienze e aprire nuove prospettive di collaborazione», ha aggiunto Credaro.
La visita si inserisce in un programma organizzato da LOGODI, il Local Government Officials Development Institute, istituto governativo collegato al Ministero dell’Interno e della Sicurezza della Corea del Sud, impegnato nella formazione e nello sviluppo professionale dei funzionari delle amministrazioni locali.
Il viaggio di studio internazionale comprende, oltre alla tappa italiana, anche Barcellona in Spagna e Cannes e Marsiglia in Francia, con l’obiettivo di approfondire differenti esperienze europee di gestione e sviluppo del turismo.




