Otto arresti, 51 indagati e sequestri di beni per oltre 57 milioni di euro. È il bilancio dell’operazione «Ricostruzione», una vasta indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, su presunte truffe aggravate legate ai finanziamenti per la ricostruzione privata dopo il terremoto del 2016 e su ipotesi di corruzione negli appalti pubblici nelle Marche.
Leggi sullo stesso argomento
Un 14enne viene accoltellato a scuola a Castel Volturno, ferito all’addome: arrestato un coetaneo
Revolut in down, app bloccata e pagamenti non disponibili: disservizi anche in Italia
È morta Georgina Cates, l’attrice di “Un’avventura terribilmente complicata” aveva 51 anni
L’inchiesta, sviluppata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Ancona, riguarda un presunto sistema illecito nell’assegnazione e nella gestione di commesse per la ricostruzione nei territori colpiti dal sisma e di appalti pubblici banditi dalla Regione Marche, da ERDIS Marche e dall’Università di Camerino.
Le investigazioni si sono articolate in diversi filoni. Uno riguarda l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate alla ricostruzione privata post sisma. Secondo quanto emerso dalle indagini, parte dei lavori sarebbe stata subappaltata anche a soggetti collegati alla criminalità organizzata calabrese e campana. Un altro filone riguarda presunte condotte corruttive che avrebbero coinvolto pubblici ufficiali e imprenditori nell’ambito degli appalti pubblici.
Sono oltre 50 le perquisizioni e le acquisizioni documentali in corso, con un dispositivo operativo che coinvolge circa 230 militari della Guardia di Finanza. Le attività interessano numerose province italiane: Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza.
Complessivamente sono 51 le persone sottoposte a indagine. Per otto di loro il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre per altre cinque persone è stato disposto l’interrogatorio preventivo nell’ambito del procedimento cautelare.
Particolarmente rilevante anche il provvedimento patrimoniale: l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di beni per un valore complessivo superiore a 57 milioni di euro, nell’ambito degli accertamenti sulle presunte irregolarità nella gestione dei finanziamenti e delle commesse.
L’operazione coinvolge dunque sia il settore della ricostruzione privata finanziata con risorse pubbliche, sia quello degli appalti affidati da enti e istituzioni marchigiane. Al centro degli approfondimenti investigativi figurano le modalità di impiego dei contributi destinati ai territori terremotati, i rapporti di subappalto e le ipotesi di corruzione contestate agli indagati.
Ulteriori dettagli sull’inchiesta saranno illustrati nel corso della conferenza stampa convocata alle ore 15:00 presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, in Lungomare Vanvitelli 26, alla presenza del procuratore della Repubblica di Ancona, Monica Garulli.




