Sono ancora poche le donne che aderiscono agli screening gratuiti messi a disposizione dalla Asl. Secondo gli ultimi dati di attività del Dipartimento di Prevenzione di Latina il tasso di l’adesione delle donne aventi diritto (dai 50 ai 74 anni) oscilla tra il 37% e il 45% a seconda delle annualità e dei distretti.
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Un segnale che evidenzia quanto sia necessario lavorare ancora sulla cultura della prevenzione, sull’informazione e sulla consapevolezza dell’importanza dei controlli periodici. A sottolinearlo la dottoressa Genoveva Boboc, dirigente medico e vicedirettrice della UOC di Radioterapia Oncologica dell’ospedale Santa Maria Goretti, referente di Fare Donna per Salute e Prevenzione, durante l’incontro “Da donna a donna”, promosso da Fare Donna a Latina.
“Gli screening sono uno strumento importante che abbiamo a disposizione gratuitamente, ma ancora troppe donne non partecipano. Dobbiamo lavorare – ha sottolineato la dott.ssa Boboc – perché la prevenzione non venga percepita come qualcosa da affrontare soltanto quando emerge un problema, ma diventi un’abitudine e una cultura. E per farlo dobbiamo cominciare anche dai più giovani portando nelle scuole informazioni corrette sulla salute, sullo stile di vita da adottare, sulla familiarità e sulla predisposizione genetica”.
L’incontro di ieri sera, ospitato presso il Good Food & Drink di Latina, ha registrato una partecipazione molto ampia, con donne di diverse generazioni che hanno scelto di prendere parte a un momento di informazione e confronto, ponendo domande e condividendo dubbi ed esperienze. Presente all’incontro anche Annalisa Muzio, fondatrice di Fare Latina e ideatrice di Fare Donna.
Accanto alla dottoressa Boboc sono intervenute anche la dottoressa Silvia Piroli, dirigente medico di Senologia e responsabile della sala operatoria, e la dottoressa Marcella Schembari, Case Manager della Breast Unit di Latina, reparto di eccellenza del Goretti. Le tre professioniste hanno illustrato il funzionamento dell’unità multidisciplinare, i servizi offerti e i percorsi di presa in carico delle pazienti, soffermandosi sulla diagnosi precoce, sui controlli e sugli strumenti a disposizione delle donne per tutelare la propria salute.
“La grande partecipazione alla serata di ieri e le tante domande ricevute ci confermano che c’è bisogno di occasioni come questa – affermano Lina Mammaro, coordinatrice di Fare Donna e Greta Longo organizzatrici dell’evento – ma vogliamo che questo confronto non resti un episodio isolato. La proposta delle professioniste ci è sembrata subito un’opportunità importante: portare la prevenzione nelle scuole significa investire sulla conoscenza e dare ai ragazzi strumenti per comprendere quanto la salute sia un bene da tutelare. Il prossimo passo sarà quindi la presentazione del progetto agli istituti scolastici per promuovere tra i giovani una maggiore conoscenza della prevenzione per fa sì che la cultura della salute cominci proprio dai banchi di scuola”.




