Lunedì scorso l’apertura straordinaria del museo di Pomezia per VajontS23: azione corale di teatro civile, progetto di Marco Paolini in collaborazione con Fondazione Vajont; in città è Sandro Barchiesi ad aver realizzato il progetto otto voci corali a rileggere in un allestimento originale il celebre monologo di Marco Paolini. Sono presenti il sindaco Veronica Felici, l’Assessore alla cultura Luigi Lupo e il direttore del Museo, Claudia Montano, la quale ha tenuto particolarmente a ringraziare le autorità cittadine e all’Amministrazione Comunale che hanno conferito al museo la funzione di valorizzazione della storia e della cultura del 900’, in questo caso a 60 anni dalla tragedia del Vajont.
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«Come è noto– ha ricordato Claudia Montano– Il Museo Città di Pomezia è dedicato alla storia di questa Città, inaugurata 84 anni fa e abitata, a partire dal la fine degli anni ’30, da popolazioni provenienti anche da paesi del Trentino, del Veneto, della provincia alluvionata di Forlì. La tragedia del Vajont che 60 anni fa interessò i comuni al confine fra il Veneto e il Friuli, generando un forzato flusso migratorio nei superstiti, non può che suscitare in questo territorio e in questo luogo di cultura il senso di un forte legame, di radici storiche comuni. Partecipando all’evento VajontS 23 ci onoriamo, dunque, di dare spazio a una memoria che in qualche modo sentiamo segnata da una particolare affinità. Siamo infatti anche noi un luogo della memoria e personalmente ritengo che gli istituti museali storici, come il nostro, abbiano un compito cruciale nel tenere unita e rendere consapevole l’identità dei territori che abitano, e questo anche attraverso un racconto storico che si concretizzi narrando la memoria attraverso i linguaggi dell’arte, della letteratura, della musica e del teatro».




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