La Regione Lazio sta valutando misure straordinarie a sostegno delle imprese agricole alle prese con l’aumento dei costi di produzione e con le difficoltà che interessano alcuni comparti. Lo annuncia l’assessore regionale all’Agricoltura, alla Sovranità alimentare e al Bilancio Giancarlo Righini, dopo le segnalazioni trasmesse da Coldiretti Lazio.
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«Questa mattina abbiamo ricevuto le note trasmesse da Coldiretti Lazio sulle difficoltà che stanno interessando alcuni comparti strategici della nostra agricoltura e sull’impatto dell’aumento dei costi di produzione, a partire dal gasolio agricolo. Sono problematiche sulle quali siamo già al lavoro per individuare, con la consueta rapidità, strumenti e risorse in grado di fornire risposte concrete alle imprese agricole», dichiara Righini.
Secondo l’assessore, le tensioni internazionali, l’incremento dei costi energetici e dei principali fattori produttivi e alcune dinamiche di mercato stanno comprimendo i margini delle aziende e potrebbero incidere sulle scelte produttive dei prossimi mesi. Tra le questioni indicate come prioritarie figura il costo del gasolio agricolo, che interessa trasversalmente lavorazioni nei campi, movimentazione dei mezzi, attività zootecniche e produzioni in serra.
«La Direzione regionale sta già verificando le possibili soluzioni, valutandone sostenibilità finanziaria, modalità applicative e compatibilità con la normativa vigente», spiega l’assessore.
Particolare attenzione viene riservata anche al grano duro. Righini evidenzia come, a fronte dell’aumento dei costi di gasolio, concimi, fertilizzanti e degli altri fattori produttivi, non si sarebbe registrato un adeguato incremento del valore riconosciuto ai produttori.
«Il comparto cerealicolo è un patrimonio che dobbiamo difendere. Dietro ogni ettaro coltivato a grano ci sono imprese, famiglie e territori, oltre a filiere che nel Lazio hanno saputo integrare produzione e trasformazione, valorizzando anche varietà particolari e grani antichi. Dobbiamo evitare che una fase negativa del mercato determini l’abbandono delle coltivazioni, con conseguenze difficilmente reversibili», afferma Righini.
Tra i settori sotto osservazione c’è inoltre il comparto ovicaprino, per il quale l’assessore richiama l’aumento dei costi produttivi, la flessione delle vendite e dei prezzi, le preoccupazioni legate al prezzo del latte alla stalla e gli effetti della Blue Tongue. La Regione sta approfondendo anche la situazione della filiera bufalina.
«L’obiettivo deve essere duplice: affrontare l’emergenza e, allo stesso tempo, rafforzare strutturalmente le nostre filiere. Sostenere l’agricoltura significa creare le condizioni affinché le imprese possano programmare, investire e continuare a produrre reddito», prosegue l’assessore.
«La priorità è dare alle imprese agricole del Lazio un segnale chiaro: la Regione c’è e non intende lasciarle sole in questa fase di difficoltà. Vogliamo lavorare alle soluzioni e attivare nel più breve tempo possibile gli strumenti concretamente disponibili. Agricoltura e allevamento sono strategici per l’economia regionale, la nostra sovranità alimentare e la tutela dei territori. Difendere la capacità produttiva delle aziende significa difendere il lavoro, le filiere, le eccellenze agroalimentari e il futuro delle aree rurali del Lazio. Su questo l’impegno della Regione sarà massimo», conclude Giancarlo Righini.




