FAST-Confsal Lazio esprime contrarietà alla prospettata dismissione dell’impianto ferroviario di Roma San Lorenzo dedicato alla manutenzione dei Frecciarossa e chiede di mantenere nella Capitale attività legate all’Alta Velocità, accompagnandole con nuovi investimenti e una programmazione produttiva di lungo periodo.
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Secondo quanto riferito dal sindacato, nello Scalo San Lorenzo opera uno dei quattro impianti italiani dedicati alla manutenzione dei Frecciarossa, con due capannoni attivi giorno e notte e personale di Trenitalia e delle ditte appaltatrici specializzato su convogli ad Alta Velocità. La prospettiva aziendale attualmente sul tavolo, sempre secondo FAST-Confsal Lazio, sarebbe quella di chiudere l’impianto e ricollocare il personale verso altre attività, a cominciare dal trasporto regionale.
«Riconosciamo il valore delle garanzie occupazionali offerte, ma ridurre tutto a una ricollocazione significa non vedere il problema», dichiara Marco Manna, segretario regionale del Dipartimento Mobilità Terrestre di FAST-Confsal Lazio.
«Un tecnico che ha passato anni sui treni ad alta velocità non si sostituisce con un trasferimento. Se quelle competenze si disperdono, Roma perde un presidio industriale che difficilmente tornerà», aggiunge.
Per il sindacato, la vicenda si inserisce in una tendenza più ampia legata al rinnovo della flotta. FAST-Confsal sostiene che la manutenzione dei nuovi treni venga progressivamente affidata ai costruttori attraverso contratti di full service, mentre i convogli più datati escono dalle linee veloci, con una conseguente riduzione delle lavorazioni più qualificate all’interno delle officine aziendali.
«Il rischio è doppio», prosegue Manna. «Da una parte attività e investimenti che si concentrano al Nord, lasciando sguarniti gli impianti del Centro-Sud. Dall’altra un mercato sempre più aperto, dove una capacità manutentiva pubblica indebolita lascia spazio ai concorrenti».
Il sindacato sottolinea inoltre che decisioni di questa portata dovrebbero, a suo giudizio, essere affrontate a livello nazionale, con un indirizzo chiaro sugli assetti industriali e produttivi.
FAST-Confsal Lazio chiede quindi di valutare un’alternativa alla dismissione dello Scalo San Lorenzo, mantenendo nella struttura attività di manutenzione dell’Alta Velocità e programmando nuovi investimenti. Il sindacato sollecita anche l’attenzione delle istituzioni, considerando il patrimonio industriale ferroviario una leva di sviluppo e occupazione per il territorio.
«Non vogliamo ritrovarci fra qualche anno allo stesso tavolo, a discutere delle stesse incertezze», conclude Manna. «Roma è uno dei nodi principali dell’Alta Velocità italiana. I treni che passano da qui devono poter essere manutenuti qui, da chi sa farlo».




