Dal 18 al 22 novembre il Teatrosophia di Roma ospita “Narciso Superstar”, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Gigliotti, pubblicato da Edizioni Croce. Le repliche sono in programma mercoledì, giovedì e venerdì alle ore 21, sabato e domenica alle ore 18, nella sede di via della Vetrina 7.
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L’adattamento e la regia sono firmati da Guido Lomoro, che affida il racconto agli attori Tiziano Di Sora e Francesco Giannotti e alle danzAutrici Sara Ferrigno e Virginia Picchi. Maria Concetta Borgese cura coreografie e movimenti scenici, mentre il disegno luci è di Gloria Mancuso. Video, foto e grafica sono di Edmund Kurenia, con materiale d’archivio di Madama Art Production.
Lo spettacolo raccoglie dal romanzo di Gigliotti, ideatore e primo direttore artistico del format culturale Muccassassina e attivista della comunità LGBTQ+, dubbi, delusioni, debolezze, resistenze, coraggio e paure di una generazione attraversata dagli anni ’80 e ’90.
La messinscena nasce da un percorso di residenze tra lo “Spazio Faber” di Frascati, la “Casa delle Erbe della Locride” e l’Officina Teatro – Auditorium Pasquale De Angelis di Roma. La residenza romana si è svolta nell’ambito di “Osmosi – Risonanze Culturali”, progetto sostenuto da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura attraverso l’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”. Lo spettacolo è prodotto dal Gruppo E-motion con il sostegno del MiC, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila, con la coproduzione di Medart ETS in collaborazione con Teatrosophia.
Al centro della storia c’è Narciso, diciottenne che lascia la provincia calabrese per attraversare gli anni ’80 e poi ’90, passando prima da New York e poi da Roma. Il suo viaggio è fatto di scoperta, eccessi, amori, arte, musica, sesso e vita underground, in un decennio segnato anche dall’AIDS e dalla cultura New Wave.
Sul fondo emergono figure e atmosfere di quegli anni, da Patti Smith e Nina Hagen a Moana Pozzi e Dario Bellezza, passando per Robert Mapplethorpe, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat e Andrea Pazienza. Punk, dark e cultura queer diventano parte di un immaginario che lega l’Italia alla scena americana ed europea.
Nel racconto compaiono anche protagonisti delle notti trasgressive e della cultura di quegli anni come Lindsay Kemp, Amanda Lear, Vladimir Luxuria e Pino Strabioli. Sotto l’euforia della festa resta però una forte dimensione di solitudine esistenziale.
Lo spettacolo si costruisce sull’intreccio di parola, danza e immagine: i due attori danno corpo e voce a Narciso e a “L’Altro”, la sua voce interiore e il suo doppio, mentre le due danzatrici traducono in movimento la città, il tempo e le pulsioni della storia. Le immagini accompagnano il passaggio tra epoche e luoghi, dialogando con luce, musica e coreografia in un ritmo che alterna euforia, provocazione, sospensione e intimità emotiva.






