Convinta che le parole possano essere non solo un rifugio, ma anche un ponte verso una maggiore consapevolezza e condivisione, Gina Scanzani torna in libreria con la silloge ”Oltre il vetro delle pareti bianche. Cronache di un’integrità ritrovata”, disponibile dal 6 novembre 2026 per Edizioni Ensemble, nella collana Alter. Nata dall’urgenza di testimoniare una lotta lunga quattordici anni contro una malattia capace di modificare i lineamenti del volto e gli equilibri dell’esistenza, la raccolta è stata composta interamente in soli cinque giorni, durante l’ultimo, decisivo ricovero dell’autrice presso l’ospedale San Camillo di Roma. L’opera si configura come un diario di bordo lirico, scritto nel momento in cui il corpo affrontava la propria ricostruzione, ma rifiuta di essere una semplice cronaca della malattia per trasformarsi in un’autentica celebrazione della vita.
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Lo spazio asettico della corsia ospedaliera diventa coprotagonista della raccolta e viene trasfigurato dalla parola poetica: i respiri, i sibili dei macchinari e il bianco delle pareti si colorano delle tinte della visione. Nel confronto con il dolore, la flebo si trasforma in linfa per un albero che torna a fiorire e la protesi diventa uno strumento di riscatto e ritrovata dignità. Il percorso poetico si sviluppa così come una corsa verso la luce che filtra dalle finestre del reparto, trasformando la vulnerabilità in un’occasione di scoperta interiore. «Pensavo di scrivere l’epilogo di una storia, invece mi sono ritrovata a raccontarne un nuovo inizio», ha raccontato l’autrice.
«Dopo una lunga attesa è arrivato il ricovero per la ricostruzione dei danni causati da un tumore: un passaggio fondamentale che intendevo inserire a conclusione del mio percorso autobiografico. Ma tra quelle pareti è accaduto qualcosa di inaspettato: la solennità della poesia è arrivata quando meno me lo aspettavo. Le parole hanno iniziato a contaminare l’ambiente, trasformando la corsia d’ospedale in un teatro di condivisione dove tutti — pazienti, medici, storie — eravamo allo stesso tempo autori e teatranti. Dal mio letto osservavo i gabbiani sui tetti del San Camillo e la pioggia di febbraio: tutto sembrava convergere verso la poesia. Il mio sguardo si incantava a osservare la scala di ferro dalla finestra, innalzata verso il cielo come un ponte sospeso tra la nostra fragilità e la vita che continuava oltre il vetro. È lì che queste poesie — e il titolo stesso della raccolta — hanno preso forma, nate dall’ascolto di un’umanità fragile e straordinaria. In quelle stanze ho percorso l’ultimo tratto di una lunga maratona per riprendermi il sorriso che la malattia aveva tentato di negarmi. Ho incontrato storie, sguardi e vite che, anche solo per un istante, hanno incrociato la mia. Questo libro parla di ferite, ma soprattutto della possibilità di attraversarle senza perdere sé stessi: perché anche quando la vita ci mette alla prova, esiste sempre un luogo dentro di noi che attende di tornare alla luce», prosegue l’autrice.
A spiegare le ragioni della pubblicazione è anche Matteo Chiavarone, direttore editoriale di Ensemble. «Abbiamo scelto di pubblicare ‘Oltre il vetro delle pareti bianche’ perché nella poesia di Gina Scanzani abbiamo riconosciuto la capacità di dare forma a un’esperienza difficile da raccontare: quella di un corpo segnato dalla malattia e di una persona che cerca, giorno dopo giorno, di ritrovare la propria integrità», ha dichiarato Chiavarone. «Questa raccolta nasce da un percorso lungo quattordici anni e porta nella scrittura il peso delle attese, la paura e il bisogno di riconoscersi ancora, anche quando il proprio volto e le proprie abitudini sono cambiati. Ci ha colpito soprattutto l’attenzione rivolta ai dettagli della vita in ospedale. Una flebo, una protesi, il chiarore di una finestra, uno sguardo scambiato in corsia diventano immagini attraverso cui comprendere il rapporto tra fragilità e dignità. L’autrice sa cogliere il valore dei piccoli gesti di chi cura e la fiducia, a volte faticosa, di chi si affida. Le sue parole restituiscono così anche la dimensione umana della cura, fatta di ascolto, presenza e rispetto dei tempi di ciascuno. In queste pagine la poesia offre uno spazio in cui sostare, nominare ciò che fa male e ritrovare un legame con il mondo. Il sorriso, che attraversa la raccolta anche quando il corpo ne impedisce l’espressione, acquista un significato profondo: custodisce il desiderio di vivere e la possibilità di incontrare gli altri. La scrittura accompagna questo movimento con una voce diretta, capace di accogliere la paura e di lasciare emergere la speranza dai momenti più ordinari. Come Ensemble, crediamo nel valore di libri che sappiano rendere condivisibile un’esperienza personale attraverso la qualità e la precisione dello sguardo. La raccolta di Gina Scanzani invita il lettore ad avvicinarsi alla vulnerabilità con attenzione e a interrogarsi su che cosa significhi sentirsi integri. Pubblicarla significa dare spazio a una voce che, dalle stanze di un ospedale, continua a cercare il proprio posto nella vita e ci coinvolge in questa ricerca», conclude Chiavarone.
Attraverso una lingua che oscilla tra il realismo della sofferenza fisica e la forza visionaria della metafora, la silloge trasforma un’esperienza profondamente personale in una riflessione universale sulla resilienza. Come sottolineato anche in una recensione del portale del Centro Nazionale Malattie Rare, nella raccolta la realtà della malattia diventa una possibilità di guardare oltre. La poesia si fa così testimonianza di speranza, dignità e riconquista della propria identità, invitando il lettore a riscoprire il valore della vita anche nei momenti più difficili. Il volume, composto da 46 pagine, è pubblicato in formato brossura, ha un prezzo di 13 euro e porta il codice ISBN 9791255712848.
PROFILO DI GINA SCANZANI
Nata a Fiano Romano nel 1966, Gina Scanzani coltiva da sempre una profonda passione per la poesia, considerata uno strumento di espressione e una chiave di lettura dell’animo umano. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro, Eccomi ci sono ancora, un racconto autobiografico dedicato a un anno particolarmente difficile, segnato dalla convivenza con una malattia rara e dalla lotta contro il suo terzo tumore. Da allora la scrittura ha assunto un ruolo centrale nella sua vita, accompagnandola nella pubblicazione di numerose opere e nel conseguimento di premi e riconoscimenti letterari. Accanto all’attività editoriale, Scanzani porta avanti un costante impegno sociale: organizza annualmente iniziative per la Giornata Mondiale delle Malattie Rare, promuovendo la poesia, la scrittura e le arti come strumenti di espressione per le persone che convivono con queste patologie. È inoltre ambasciatrice per il progetto Scienza Partecipata, nell’ambito del quale promuove un laboratorio di scrittura creativa autogestito, e si dedica alla divulgazione della medicina narrativa attraverso pagine, blog e libri. Volontaria AVO, presta anche servizio presso un’associazione per persone con disabilità, partecipando a laboratori e attività creative.








