Un viaggio tra dolci tradizionali, vini e antiche ricorrenze religiose per riscoprire il legame tra gastronomia, cultura e spiritualità nei Monti Lepini e nell’Agro Pontino. Venerdì 6 novembre, alle ore 17:30, presso l’Auditorium comunale di Roccagorga, sarà presentato «Il Sapore del Sacro», il nuovo libro dello scrittore Roberto Campagna, dedicato alle tradizioni enogastronomiche del territorio e al loro rapporto con le festività e i riti religiosi.
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L’incontro si inserisce nell’ambito di «Simolacrum», il progetto della Compagnia dei Lepini e del Sistema territoriale integrato dei Monti Lepini che, attraverso eventi, mostre, manifestazioni culturali, attività divulgative e di ricerca, esplora il tema del sacro nelle sue diverse espressioni.
Ad aprire la presentazione saranno i saluti del sindaco di Roccagorga, Carla Amici, e del presidente della Compagnia dei Lepini, Quirino Briganti. Interverranno, oltre all’autore, Alessandro Di Norma, autore delle fotografie che illustrano il volume, Roberto Perticaroli, presidente della condotta Slow Food Lepini Ausoni, e Claudio Marrucci, poeta e scrittore. Le letture saranno affidate a Maria Borgese, attrice e danzatrice.
Il libro racconta come alcuni alimenti siano profondamente legati alle principali festività religiose, dal Natale alla Pasqua, dall’Epifania a Ferragosto, ma anche ai sacramenti, come battesimo, cresima, comunione e matrimonio. Sono soprattutto i dolci della tradizione a custodire il significato simbolico di queste ricorrenze, insieme a particolari vini, tra cui i passiti, le cui storie e denominazioni richiamano il mondo religioso.
Tra gli esempi riportati nel volume figurano le «pagnottelle ‘gli Salautoro» di Sezze, tradizionalmente preparate alla vigilia di Ferragosto in onore di Cristo Benedicente, la cui processione si svolgeva il giorno successivo. Ancora oggi vengono cotte a coppia, richiamando la raffigurazione del Cristo Benedicente affiancata dal simbolo dell’Eterno, rappresentato da un triangolo con un occhio.
A Maenza, invece, le crespelle sono conosciute anche come «frittelle di Capodanno», perché legate alle festività natalizie. A questa specialità viene dedicata anche una sagra tra la fine di dicembre e i giorni precedenti l’Epifania.
Un’altra tradizione raccontata è quella della «pizza doce» di Priverno, che in passato i giovani regalavano alla ragazza di cui erano innamorati e che ancora oggi viene preparata in occasione di matrimoni, battesimi, comunioni e cresime. A Gaeta, invece, le «ciammelle elenesi» sono note anche come «ciammelle della sposa», perché un tempo erano immancabili nei rinfreschi nuziali. «In questo libro, Roberto Campagna e Alessandro Di Norma sostengono che ogni festa porta con sé un patrimonio di profumi e gesti che si ripetono, quasi immutabili, pur attraversando epoche e generazioni. Le tavole si riempiono di piatti attesi, di ricette che non sono mai casuali, ma cariche di significato», scrive Quirino Briganti nella presentazione del volume.
Il legame tra gastronomia e religione emerge anche attraverso la storia di alcuni vitigni e vini del territorio. Tra questi figura l’Arciprete bianco peloso, antico vitigno di Cori e clone del Bellone, il cui nome sarebbe legato all’arciprete della Cattedrale. Secondo la tradizione, il religioso pretendeva che il vino destinato alla Santa Messa fosse prodotto esclusivamente con le uve di questo vitigno, coltivate dai mezzadri nei vigneti della Chiesa. Oggi dalle stesse uve si ottiene anche un vino da vendemmia tardiva.
Altri due vini richiamati nel libro sono l’Aphrodisium e il Capitolium, le cui denominazioni rimandano alla storia antica del territorio. Il Capitolium prende il nome dal tempio di Terracina dedicato a Giove, Giunone e Minerva, situato lungo la via Appia e in parte riportato alla luce e restaurato dopo i bombardamenti della guerra. Il nome Aphrodisium deriva invece da un antico villaggio rutulo dell’Agro Pontino, appartenente alle comunità laziali ricordate da Plinio il Vecchio.
«Quando si mangiano questi dolci o si bevono questi vini, è possibile cogliere anche il loro legame con la religione», sottolinea Roberto Campagna, evidenziando come le tradizioni alimentari rappresentino una testimonianza della memoria collettiva e dell’identità culturale delle comunità locali. «Questo libro, in pratica, si propone come un viaggio attraverso gli intrecci tra cucina e cultura, tra rito e quotidianità, tra memoria e presente. Non è soltanto una raccolta di tradizioni gastronomiche dei Monti Lepini e dell’Agro Pontino, ma è un percorso narrativo che invita a riflettere sul significato più profondo del mangiare insieme nelle occasioni importanti», precisa Quirino Briganti.
«Perché ogni ricorrenza, ogni festa, ogni sacramento porta con sé un linguaggio fatto di gesti, sapori e simboli che meritano di essere riconosciuti, raccontati e tramandati», conclude il presidente della Compagnia dei Lepini.
L’appuntamento con la presentazione di «Il Sapore del Sacro» è dunque per venerdì 6 novembre alle ore 17:30, all’Auditorium comunale di Roccagorga, per un incontro dedicato alla riscoperta delle tradizioni gastronomiche e del patrimonio culturale dei Monti Lepini e dell’Agro Pontino.










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