
Dopo le tappe di Gaeta, Latina e Paestum con il progetto “La Strada Regina”, Luciano Tramannoni torna a raccontare il territorio attraverso la fotografia con una nuova esposizione dedicata a Torre Astura. La mostra, dal titolo “Forme di luogo, Torre Astura. Storie fantastiche di maree, ritrovamenti e attimi che fuggono”, sarà inaugurata domenica 8 novembre alle 16 a Forte Sangallo, a Nettuno, nell’ambito della rassegna “Foglie d’autunno”.
Leggi sullo stesso argomento
FONDI | “Una foto… è per sempre”, al Lago di Fondi workshop tra smart-photography e natura
LATINA | Giovani ambasciatrici della Via Appia, le studentesse del San Benedetto-Einaudi-Mattei alla BMTA
LATINA | Radio Immagine festeggia 50 anni, oltre 700 persone al Teatro D’Annunzio
L’esposizione, curata da Fabio D’Achille, direttore di MAD e MadXI Museo Contemporaneo di Latina, raccoglie circa cinquanta fotografie a colori realizzate da Tramannoni nell’arco di quindici anni. Il progetto mette al centro uno dei luoghi più suggestivi del litorale laziale, raccontandone il paesaggio, la storia e le trasformazioni attraverso immagini che alternano la presenza del Castello di Torre Astura a oggetti restituiti dal mare, relitti, corde, boe, conchiglie e materiali trasportati dalle mareggiate.
La mostra arriva in un momento di particolare attenzione per il complesso di Torre Astura, anche alla luce delle condizioni di degrado della struttura e della mobilitazione legata all’iniziativa FAI “I Luoghi del Cuore”, finalizzata a raccogliere sostegno per interventi di recupero e valorizzazione.
Torre Astura, collegata alla terraferma da un ponte ad arcate, conserva una storia che affonda le radici in epoca romana e attraversa secoli di passaggi tra importanti famiglie nobiliari. Oggi il sito è sotto la tutela del Ministero della Difesa e rientra nell’area del Poligono Militare.
Il luogo è stato inoltre scelto nel tempo come set cinematografico per diverse produzioni, tra cui “Pinocchio” di Luigi Comencini, “L’Armata Brancaleone” di Mario Monicelli, “Cleopatra” e “L’Arcidiavolo” di Ettore Scola.
Nel lavoro di Tramannoni il Castello diventa una presenza costante, quasi immobile, contrapposta agli elementi mutevoli portati dal mare e dalla luce. Le immagini sono state realizzate soprattutto tra autunno, inverno e primavera, sfruttando le condizioni naturali del momento senza ricorrere a costruzioni artificiali della scena.
La mostra sarà visitabile a Forte Sangallo fino a domenica 15 novembre, tutti i giorni dalle 9.30 alle 19. Successivamente il progetto proseguirà in forma diffusa attraverso MAD.









