Superare le iniziative dei singoli territori e costruire un confronto permanente su scala distrettuale per affrontare le continue crisi idriche che interessano i Lepini. È l’obiettivo del Comitato Civico Acqua Beni e Servizi Pubblici Sezze & Bassiano, nato dall’iniziativa di cittadini delle zone maggiormente colpite dalle interruzioni del servizio e che ora punta ad allargare la propria azione agli altri Comuni del territorio.
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Il Comitato denuncia una gestione delle crisi idriche giudicata fortemente insufficiente e chiede l’istituzione di un tavolo permanente di confronto su scala distrettuale, con l’obiettivo di raccogliere informazioni, criticità e proposte e arrivare alla predisposizione di un documento sulle condizioni del servizio idrico e sulle problematiche riscontrate nei diversi territori.
Nel documento diffuso dal Comitato vengono contestati ad Acqualatina inefficienze e ritardi nella gestione del servizio. Secondo i promotori, le comunità dei Lepini starebbero tornando a vivere disagi che ricordano quelli precedenti agli interventi realizzati dalla Cassa del Mezzogiorno.
Le otto proposte del Comitato
Il primo punto riguarda l’allargamento del Comitato, coinvolgendo rappresentanze dei Comuni di Bassiano, Cori, Norma, Sezze, Roccagorga e Maenza, con l’obiettivo di costruire un’azione condivisa su tutto il territorio dei Lepini.
Tra le richieste figura poi un censimento operativo delle perdite nelle aree interessate, così da ottenere un quadro concreto delle criticità della rete e della loro distribuzione sul territorio. Parallelamente viene proposto un censimento delle fonti di approvvigionamento, accompagnato da verifiche sul posto delle condizioni in cui versano e dello stato reale delle risorse idriche disponibili.
Il Comitato chiede inoltre provvedimenti urgenti per la tutela delle fonti più antiche e delle prime testimonianze industriali della diffusione del servizio idrico, attraverso specifici progetti di tutela e intervento.
Un altro punto riguarda l’ampliamento delle strutture esistenti e la realizzazione di nuove vasche di accumulo nell’area dei Lepini, alla luce delle interruzioni del servizio che interessano il territorio. Viene inoltre richiesta una verifica delle condizioni e delle possibilità di approvvigionamento dei circuiti idrici preesistenti che, secondo il Comitato, sarebbero stati eliminati da Acqualatina, valutando anche le conseguenze prodotte sulle prestazioni del servizio.
Tra le proposte c’è anche la riapertura delle fontanelle nei Comuni dei Lepini dai quali provengono acque successivamente distribuite anche a numerose utenze della pianura pontina e dei Comuni costieri.
L’ultimo punto riguarda gli interventi di tutela delle vasche rurali utilizzate dagli animali selvatici e la creazione, insieme alle scuole primarie dei Lepini, di percorsi didattici dedicati alla conoscenza e alla tutela delle fonti antiche.
L’obiettivo dichiarato è trasformare criticità vissute separatamente dai singoli Comuni in un’azione territoriale comune, conoscere lo stato delle reti e delle fonti, tutelare il patrimonio idrico dei Lepini e presentarsi insieme davanti al gestore e alle istituzioni. «Perché una risorsa che nasce e attraversa un territorio non può essere difesa Comune per Comune», è il messaggio con cui il Comitato accompagna il proprio appello.




