Il termine per il rilascio del Palaboxe di via Aspromonte è scaduto il 30 settembre, ma secondo la consigliera comunale del Partito Democratico Valeria Campagna l’impianto non risulterebbe ancora libero e nella piena disponibilità del Comune. Per questo la consigliera ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere chiarimenti all’Amministrazione sulla mancata esecuzione dello sgombero, sull’eventuale esistenza di nuove proroghe e sul titolo in base al quale la struttura continui a essere occupata.
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La vicenda nasce dalla procedura per l’affidamento in concessione dell’impianto sportivo e dal successivo contenzioso amministrativo. A seguito dell’ordinanza del Consiglio di Stato, il Dipartimento Patrimonio aveva intimato all’ASD Boxe Latina, in data 8 luglio 2026, di rilasciare l’immobile e riconsegnare le chiavi entro trenta giorni.
La proroga fino al 30 settembre
L’ASD Boxe Latina ha successivamente chiesto una proroga, rappresentando di avere già avviato lo sgombero e di dover rimuovere una rilevante quantità di attrezzature sportive, con difficoltà legate al reperimento di un deposito e di ditte specializzate nel periodo estivo.
Il Comune ha accolto l’istanza in data 27 luglio 2026, valutando congruo e proporzionato il nuovo termine del 30 settembre 2026. Nel provvedimento, riferisce Campagna, viene precisato che la proroga è concessa per consentire un rilascio ordinato e sicuro, fermo restando l’obbligo di riconsegnare i locali liberi da persone e cose e in condizioni idonee.
«Il Comune ha concesso una proroga di oltre due mesi rispetto al termine originariamente assegnato. Ha motivato quella scelta con l’esigenza di permettere lo sgombero in modo ordinato, sicuro e responsabile, superando anche le difficoltà del periodo estivo. Il 30 settembre, però, era indicato in modo esplicito come termine ultimo. Oggi siamo al 5 ottobre e il Palaboxe non risulta ancora sgomberato: l’Amministrazione deve spiegare alla città cosa sia accaduto», dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico Valeria Campagna.
Gli atti del Comune
Nella comunicazione dell’8 luglio, secondo quanto ricostruito dalla consigliera, il Comune aveva previsto che, decorso inutilmente il termine assegnato, avrebbe proceduto alla quantificazione dell’indennità di occupazione priva di valido titolo per ogni giorno di protrazione del possesso e avrebbe adottato le ulteriori misure previste dall’ordinamento per recuperare la disponibilità dell’immobile. Anche nella successiva nota di replica alle contestazioni dell’associazione, il Dipartimento X avrebbe confermato l’intimazione al rilascio, richiamando il dovere dell’Amministrazione di ripristinare la piena e libera disponibilità pubblica del bene e di assicurare la neutralità dell’impianto in attesa della definizione del contenzioso.
«Non può essere il Comune stesso a fissare un termine, a definirlo congruo e proporzionato, a qualificare l’obbligo di riconsegna come inderogabile e poi non rendere noti gli atti adottati una volta che il termine è scaduto. Se l’impianto è stato riconsegnato, chiediamo di visionare il verbale di consegna. Se non è stato riconsegnato, il Comune deve dire quali contestazioni abbia formulato, se sia stata concessa una nuova proroga e con quale atto, se sia stata quantificata l’indennità di occupazione e quali iniziative intenda assumere per tutelare il patrimonio pubblico», afferma Campagna.
L’interrogazione chiede inoltre se siano stati effettuati sopralluoghi dopo il 30 settembre, se siano state riconsegnate le chiavi, chi sia attualmente responsabile della custodia, della manutenzione, della sicurezza e delle utenze dell’impianto e quale sia il cronoprogramma previsto per restituire il Palaboxe alla piena disponibilità del Comune.
«Non si tratta di mettere in discussione il valore storico, sportivo e sociale della Boxe Latina. Il punto è che le attività sportive e sociali devono potersi svolgere in un quadro di regole certe, trasparenza e piena legittimità. Non può esistere un bene pubblico gestito oltre la scadenza di un termine formalmente fissato dal Comune senza che siano rese pubbliche le ragioni, gli atti e le condizioni di quella permanenza», sottolinea la consigliera.
«Ho seguito e sollevato a più riprese in questi mesi le criticità che riguardano il nuovo bando per la gestione e l’affidamento del Palaboxe. La città ha bisogno che l’Amministrazione faccia chiarezza fino in fondo: qual è oggi il titolo di occupazione dell’impianto? È stata concessa una nuova proroga? Per quanto tempo? A quali condizioni? Il Comune sta applicando l’indennità prevista nei propri atti? E soprattutto, quando l’impianto tornerà realmente nella piena disponibilità pubblica?», aggiunge Campagna.
La consigliera chiede infine che l’Amministrazione riferisca in aula e trasmetta ai consiglieri comunali tutta la documentazione successiva al 30 settembre: eventuali verbali di sopralluogo, atti di proroga, contestazioni, comunicazioni con il gestore e provvedimenti relativi alla riconsegna dell’immobile.
«Il Palaboxe è un patrimonio della città. Il Comune deve garantirne la corretta gestione, tutelare lo sport e le associazioni, ma allo stesso tempo far rispettare i propri atti e i termini che esso stesso stabilisce. Dopo il 30 settembre non possono esserci zone d’ombra: servono risposte precise, documenti e un cronoprogramma pubblico per il rientro dell’impianto nella disponibilità della collettività», conclude Valeria Campagna.




