Non limitare ulteriormente il diritto di sciopero, ma rendere più efficaci le procedure di raffreddamento e conciliazione, intervenendo prima che il conflitto sfoci nell’astensione dal lavoro. È la proposta avanzata da FAST Confsal, attraverso il suo segretario generale Pietro Serbassi, in risposta all’editoriale pubblicato venerdì 16 ottobre dal quotidiano Il Tempo, nel quale viene prospettata l’introduzione di nuovi limiti agli scioperi nel settore pubblico.
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L’editoriale propone di vietare le astensioni dal lavoro il venerdì, il lunedì e nei giorni prefestivi e postfestivi, subordinando inoltre la proclamazione degli scioperi al voto della maggioranza dei lavoratori.
FAST Confsal riconosce come condivisibile il principio secondo cui i cittadini che subiscono i disagi di uno sciopero non debbano essere considerati ostaggi del conflitto sindacale, ma contesta le soluzioni prospettate, ritenendole penalizzanti per l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito.
«Il diritto di sciopero non può diventare una concessione di calendario»
Secondo l’organizzazione sindacale, vietare gli scioperi nel settore pubblico nelle giornate indicate significherebbe sottrarre alla possibilità di astensione oltre due giorni lavorativi su cinque.
FAST Confsal ricorda che nel settore dei trasporti esistono già specifiche limitazioni, tra cui periodi di franchigia, intervalli minimi tra uno sciopero e l’altro e un preavviso di dieci giorni.
L’introduzione di ulteriori divieti rischierebbe quindi, secondo il sindacato, di trasformare il diritto sancito dall’articolo 40 della Costituzione in una possibilità subordinata a un calendario sempre più restrittivo.
Il sindacato contesta anche l’idea che gli scioperi del venerdì siano utilizzati dai lavoratori per prolungare il fine settimana.
Macchinisti, capitreno, autisti, assistenti di volo e addetti agli scali lavorano infatti su turni distribuiti nell’arco di tutti e sette i giorni della settimana. Chi aderisce a uno sciopero perde la retribuzione relativa alle ore non lavorate e può essere regolarmente in servizio già il giorno successivo.
Spostare le astensioni a metà settimana, osserva FAST Confsal, potrebbe inoltre finire per penalizzare proprio i pendolari che le nuove restrizioni intenderebbero tutelare.
Le criticità del voto preventivo a maggioranza
Un altro punto contestato riguarda la proposta di subordinare lo sciopero al voto preventivo della maggioranza dei lavoratori.
FAST Confsal sottolinea che il diritto di sciopero appartiene al singolo lavoratore, pur esercitandosi in forma collettiva. Condizionarne l’esercizio al raggiungimento di una maggioranza qualificata significherebbe, secondo l’organizzazione, affidare ad altri la possibilità di esercitare un diritto individuale.
Il sindacato richiama anche l’articolo 39 della Costituzione, relativo alla libertà sindacale, evidenziando il rischio di comprimere le prerogative delle organizzazioni minoritarie.
A queste considerazioni si aggiungerebbero difficoltà pratiche particolarmente rilevanti nei settori caratterizzati dalla frammentazione del lavoro attraverso appalti e subappalti.
La proposta: rendere effettive le procedure di raffreddamento
FAST Confsal ritiene che lo sciopero debba continuare a rappresentare lo strumento estremo di un conflitto sindacale, da regolamentare con serietà senza però svuotarlo della sua efficacia.
Il sindacato richiama la legge 146 del 1990, che ha definito un sistema di equilibrio tra diritto di sciopero e tutela dei servizi pubblici essenziali, sostenendo che tale equilibrio, soprattutto nel settore ferroviario, sia stato progressivamente modificato da delibere e interpretazioni estensive.
La soluzione proposta non riguarda quindi l’introduzione di nuovi divieti, ma il rafforzamento delle procedure che precedono la proclamazione dello sciopero.
Secondo FAST Confsal, le attuali procedure di raffreddamento e conciliazione si sarebbero spesso trasformate in semplici adempimenti formali. Può accadere, osserva il sindacato, che una delle parti non venga convocata, che gli incontri si svolgano senza affrontare concretamente le questioni oppure che il confronto venga rinviato, fino ad arrivare allo sciopero senza aver realmente tentato di evitarlo.
In questa prospettiva, lo sciopero sarebbe spesso la conseguenza della mancanza di dialogo, anziché l’origine del problema.
Un ruolo più incisivo per la Commissione di Garanzia
Da queste considerazioni nasce la proposta di affidare alla Commissione di Garanzia un ruolo più incisivo nelle fasi che precedono l’astensione dal lavoro.
FAST Confsal propone che la Commissione possa agire come arbitro effettivo e tempestivo del confronto, verificando che le procedure di conciliazione si svolgano realmente e in buona fede.
Il nuovo sistema dovrebbe prevedere anche la possibilità di sanzionare prima dello sciopero, e non soltanto successivamente, le parti che si sottraggono al confronto, indipendentemente dal fatto che si tratti di aziende o organizzazioni sindacali.
Secondo il segretario generale Pietro Serbassi, una Commissione dotata di strumenti di intervento tempestivi e credibili renderebbe più conveniente ricercare un accordo, contribuendo a riportare lo sciopero alla sua funzione di ultima risorsa.
Serbassi: «Confrontiamoci su ciò che funziona per lavoratori e viaggiatori»
Pur esprimendo una posizione diversa rispetto alle proposte avanzate nell’editoriale, FAST Confsal riconosce al quotidiano Il Tempo il merito di aver riportato il tema del diritto di sciopero al centro dell’attenzione pubblica.
Il segretario generale Pietro Serbassi rinnova quindi la disponibilità a proseguire il confronto, anche attraverso le pagine del giornale, nella convinzione che sia possibile discutere con rispetto di posizioni differenti.
L’obiettivo indicato dal sindacato è individuare soluzioni capaci di tutelare contemporaneamente i diritti dei lavoratori e le esigenze dei cittadini che utilizzano i servizi pubblici, intervenendo sulle cause dei conflitti e rendendo più efficaci gli strumenti di prevenzione, anziché introdurre ulteriori restrizioni all’esercizio dello sciopero.




