Europa Verde Lazio chiede alla Regione di fare piena chiarezza sul risarcimento da oltre 82 milioni di euro destinato al Gruppo San Raffaele, riconducibile alla famiglia Angelucci. Al centro della contestazione ci sono la provenienza delle risorse necessarie al pagamento, le conseguenze sui conti della sanità regionale e, soprattutto, le presunte differenze tra la somma complessiva prevista e quella ritenuta congrua dall’Avvocatura regionale.
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A sollevare la questione sono Alessandro Cavaliere, responsabile Sanità di Europa Verde Lazio, e Guglielmo Calcerano, portavoce regionale del movimento, che in una nota congiunta chiedono al presidente della Regione Francesco Rocca di riferire in Consiglio regionale e di mettere a disposizione tutti gli atti relativi alla vicenda.
La richiesta arriva dopo le rassicurazioni attribuite alla Regione, secondo cui il pagamento non comporterebbe una riduzione delle risorse destinate all’assistenza diretta dei pazienti. Per Europa Verde, tuttavia, questa garanzia non è sufficiente senza una ricostruzione dettagliata della copertura finanziaria e dei criteri utilizzati per determinare l’importo.
Europa Verde: «La Regione spieghi da quali capitoli arriveranno gli 82 milioni»
Il primo interrogativo riguarda la provenienza dei fondi. I due esponenti ecologisti chiedono che venga chiarito quali capitoli del bilancio regionale saranno utilizzati per sostenere un esborso di questa entità e quale impatto avrà l’operazione sugli equilibri finanziari del sistema sanitario.
«La vicenda del maxi-risarcimento da oltre 82 milioni di euro destinato al Gruppo San Raffaele sta assumendo i contorni di una gestione contabile e amministrativa profondamente opaca, su cui il presidente Rocca e la sua Giunta hanno il dovere morale e politico di fare immediata e totale chiarezza davanti ai cittadini del Lazio», dichiarano Cavaliere e Calcerano.
Pur prendendo atto delle rassicurazioni regionali sulla tutela delle risorse destinate ai pazienti, Europa Verde ritiene indispensabile conoscere nel dettaglio gli effetti economici del pagamento.
«Quando si parla di un esborso di queste dimensioni, la trasparenza sui bilanci deve essere assoluta: la Giunta ha l’obbligo di spiegare chiaramente da quali capitoli di spesa verranno attinti questi 82 milioni di euro, quale sarà l’impatto reale sull’equilibrio finanziario della sanità regionale e soprattutto attraverso quali passaggi tecnici e storici si sia arrivati a quantificare una somma così spaventosa a favore delle cliniche private della famiglia Angelucci», sostengono i rappresentanti del movimento.
Il contenzioso e la quantificazione del risarcimento
La vicenda, secondo la ricostruzione proposta da Europa Verde, trae origine da un contenzioso risalente nel tempo relativo alle autorizzazioni delle strutture sanitarie.
Il movimento richiama una quantificazione economica che comprenderebbe oltre 60 milioni di euro per danni e lucro cessante, ai quali si aggiungerebbero circa 17 milioni tra rivalutazioni e interessi.
Si tratta delle cifre indicate nella nota politica, sulla base delle quali Cavaliere e Calcerano chiedono di ricostruire l’intero percorso amministrativo e contabile che avrebbe portato all’importo complessivo superiore agli 82 milioni di euro.
Il punto centrale della contestazione non riguarda soltanto la dimensione del risarcimento, ma anche la necessità di verificare la correttezza dei calcoli e delle somme da liquidare.
Il nodo dei rilievi attribuiti all’Avvocatura regionale
Particolare attenzione viene riservata alle valutazioni che, secondo Europa Verde, sarebbero state formulate dalla stessa Avvocatura regionale.
Nella nota si sostiene che il coordinatore dei legali della Regione avrebbe espresso perplessità sulla quantificazione complessiva, indicando come congruo un importo non superiore a 77 milioni di euro.
La differenza rispetto agli oltre 82 milioni oggetto della controversia sarebbe quindi nell’ordine di 5-6 milioni di euro, che il movimento riconduce a un presunto errore nel conteggio degli interessi moratori.
«A rendere il quadro ancora più grave sono i rilievi sollevati dalla stessa Avvocatura regionale: il coordinatore dei legali della Regione ha espresso forti perplessità sul calcolo complessivo, evidenziando che l’importo congruo non dovrebbe superare i 77 milioni e sconsigliando di liquidare circa 5-6 milioni di surplus legati a un errato conteggio degli interessi moratori», affermano Cavaliere e Calcerano.
Le valutazioni dell’Avvocatura e le cifre richiamate sono riportate nella ricostruzione diffusa da Europa Verde. La nota non contiene gli atti tecnici integrali che consentirebbero di verificare autonomamente i singoli passaggi del calcolo.
Proprio per questo il movimento chiede che la Regione renda disponibile la documentazione necessaria a chiarire se e in quale misura siano state recepite le osservazioni dei propri uffici legali.
Il confronto con le difficoltà della sanità pubblica
La contestazione si inserisce anche nel più ampio dibattito sulle risorse disponibili per il Servizio sanitario regionale del Lazio.
Europa Verde mette in relazione il risarcimento con le difficoltà che, a suo giudizio, continuano a interessare le strutture pubbliche, richiamando in particolare le liste d’attesa, la pressione sui pronto soccorso e la carenza di risorse.
Per Cavaliere e Calcerano, un pagamento di questa portata richiede quindi un livello di trasparenza particolarmente elevato, affinché sia possibile comprenderne le conseguenze e verificare il rispetto delle procedure amministrative.
«Mentre il Servizio Sanitario Regionale pubblico vive una carenza strutturale di risorse, con liste d’attesa interminabili e pronto soccorso in sofferenza, non possiamo accettare opacità o corsie preferenziali a tutela delle grandi rendite della sanità privata accreditata», dichiarano i due esponenti ecologisti.
Si tratta di una critica politica rivolta alla gestione regionale della vicenda, rispetto alla quale il movimento sollecita chiarimenti documentali e contabili.
La richiesta a Rocca: sospendere l’operazione e riferire in Consiglio regionale
La posizione di Europa Verde si traduce infine in due richieste precise: congelare l’operazione e ottenere un’informativa completa da parte del presidente della Regione.
Cavaliere e Calcerano chiamano direttamente in causa Francesco Rocca, sottolineando la sua responsabilità sia come presidente della Regione Lazio sia come titolare della delega alla Sanità.
«Come Europa Verde Lazio eserciteremo ogni legittima pressione politica e civica affinché l’operazione venga congelata e chiediamo che il presidente Francesco Rocca, nella sua doppia veste di Governatore e Assessore alla Sanità, si assuma la responsabilità di venire a riferire trasparentemente in Consiglio Regionale con tutti gli atti alla mano», concludono i rappresentanti del movimento.
Al centro della richiesta restano dunque la copertura finanziaria degli oltre 82 milioni, la ricostruzione del contenzioso e il confronto tra la cifra complessiva e le valutazioni attribuite all’Avvocatura regionale.
La nota di Europa Verde non riporta una replica specifica della presidenza della Regione o del Gruppo San Raffaele alle contestazioni formulate. Il chiarimento richiesto riguarda soprattutto gli atti amministrativi e i conteggi che hanno determinato l’importo del risarcimento.






