Circa 800 imprese della provincia di Latina potrebbero essere interessate dalla riclassificazione previdenziale avviata dall’INPS per il settore dell’impiantistica. A sollevare preoccupazioni sulle possibili conseguenze della procedura è la CNA di Latina, che richiama l’attenzione sul rischio di un passaggio dell’inquadramento delle aziende dall’artigianato manifatturiero a quello edile, qualora non vengano effettuate le comunicazioni richieste dall’Istituto.
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Secondo i dati Istat richiamati dall’associazione, la questione riguarda potenzialmente 151mila imprese in Italia, di cui 13mila nel Lazio e circa 800 nella provincia pontina. Una modifica dell’inquadramento che, per le aziende coinvolte, potrebbe incidere sui requisiti per il mantenimento della qualifica artigiana, sulle tutele e sugli obblighi contributivi.
A intervenire è il segretario di CNA Latina, Antonello Testa, che evidenzia come il confronto avviato dall’associazione, insieme alle altre organizzazioni di rappresentanza, abbia già prodotto alcuni chiarimenti da parte dell’INPS, senza però risolvere tutte le criticità.
«Bene i chiarimenti ottenuti dall’INPS, ma restano forti preoccupazioni e criticità su una procedura che rischia di penalizzare le imprese del settore impianti e installazioni. Il nostro obiettivo rimane quello di mettere in campo tutte le azioni necessarie a garantire che l’inquadramento previdenziale sia coerente con l’attività realmente esercitata dalle aziende, evitando che imprese impiantistiche vengano automaticamente ricondotte al comparto dell’artigianato edile», dichiara Testa.
Le conseguenze, secondo CNA, non sarebbero soltanto amministrative. Il cambiamento potrebbe infatti avere ripercussioni sui limiti dimensionali previsti per conservare la qualifica di impresa artigiana, sul sistema della bilateralità e sugli adempimenti contributivi.
«Non siamo di fronte a una questione meramente amministrativa», spiega Antonello Testa, sottolineando che la modifica dell’inquadramento può incidere su diversi aspetti dell’organizzazione aziendale. In particolare, il passaggio dall’attuale sistema EBNA-EBLART, relativo alla bilateralità dell’artigianato e alla sua articolazione regionale, a quello previsto per il comparto edile rischia di comportare cambiamenti significativi anche sul piano operativo e della regolarità contributiva.
La questione si inserisce inoltre nel confronto nazionale sulla revisione della Legge quadro per l’artigianato, la legge n. 443 del 1985. Per CNA è necessario che le procedure di classificazione previdenziale rispettino le caratteristiche delle attività effettivamente svolte dalle imprese e siano accompagnate da un confronto adeguato con le organizzazioni di rappresentanza.
Il dialogo con l’INPS ha già consentito di ottenere chiarimenti formalizzati attraverso i messaggi n. 3145 del 5 ottobre 2026 e n. 3422 del 23 ottobre 2026. Tra gli aspetti evidenziati figura il criterio della prevalenza dell’attività di manutenzione e riparazione degli impianti esistenti.
Per il mantenimento dell’inquadramento artigiano secondo i criteri indicati dall’INPS, l’attività di manutenzione e riparazione degli impianti esistenti deve rappresentare almeno il 51% del fatturato complessivo dell’impresa. Questo parametro permette di distinguere le aziende che operano prevalentemente su impianti già esistenti da quelle impegnate soprattutto nelle installazioni nell’ambito di nuove costruzioni.
«È importante che le procedure di inquadramento tengano conto delle specificità delle attività svolte dalle imprese e siano accompagnate da un adeguato confronto con le organizzazioni di rappresentanza, così da garantire criteri coerenti con la realtà operativa del settore», ribadisce Testa.
CNA Latina continuerà a seguire la vicenda, sia per approfondire gli aspetti normativi e applicativi sia per affiancare le imprese e i loro consulenti negli adempimenti richiesti. «Continueremo a seguire la questione a tutti i livelli, sia per approfondire gli aspetti normativi e applicativi, sia per accompagnare le imprese e i loro consulenti negli adempimenti necessari», conclude il segretario.
L’associazione provinciale resta a disposizione delle aziende impiantistiche interessate per supportarle nella verifica della propria posizione previdenziale e nella corretta gestione delle comunicazioni richieste dall’INPS.




