La CISL FP torna a sollecitare il Comune di Latina sulla corretta applicazione della disciplina dei buoni pasto prevista dal CCNL Funzioni Locali 2022-2024, chiedendo risposte concrete per tutto il personale dell’Ente.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | PalaBianchini, aggiudicati i lavori di consolidamento: cantiere al via il prossimo mese
LATINA | PalaCeci, pubblicato l’avviso per il progetto di rilancio del centro sportivo di via dei Mille
LATINA | Ottobre Rosa, Fare Donna porta prevenzione e screening nelle attività commerciali
Dopo una prima richiesta presentata il 9 marzo e una successiva nota del 2 settembre, l’organizzazione sindacale è intervenuta nuovamente nei confronti dell’Amministrazione comunale per chiedere l’applicazione delle disposizioni contrattuali nazionali.
«Non vogliamo che, dopo aver atteso tanto il rinnovo del contratto, i lavoratori debbano attendere altrettanto per vederne applicate le disposizioni. Il contratto collettivo, del resto, non è un documento da conservare agli atti, ma uno strumento da tradurre in diritti effettivi», sottolinea la CISL FP.
La questione riguarda, in particolare, il riconoscimento del buono pasto anche nelle giornate di lavoro agile, quando ricorrono le condizioni previste dal contratto, e la verifica delle spettanze maturate e non corrisposte a partire dal 24 febbraio 2026.
Secondo il sindacato, non si tratterebbe di introdurre nuovi benefici, dal momento che l’istituto del buono pasto è già presente nell’Ente, ma di garantire un’applicazione corretta e uniforme delle disposizioni vigenti, modificando anche le regole più restrittive introdotte da un precedente atto del Commissario straordinario.
La CISL FP richiama inoltre alcune pronunce della Cassazione che, secondo l’organizzazione sindacale, avrebbero contribuito a delineare un’applicazione più uniforme e meno discrezionale dell’istituto.
«È singolare dover sollecitare ripetutamente un’Amministrazione pubblica affinché dia attuazione a disposizioni contrattuali che dovrebbe garantire. Il rispetto dei contratti non può dipendere dall’insistenza di chi ne chiede l’applicazione», afferma il sindacato.
Per la CISL FP, la questione non riguarda soltanto il valore economico del beneficio, ma investe anche la credibilità delle relazioni sindacali e la capacità dell’Amministrazione di garantire ai propri dipendenti certezza dei diritti e uniformità di trattamento.
L’organizzazione chiede quindi di dare seguito alla richiesta di confronto e di procedere alla verifica delle spettanze pregresse, evitando ulteriori ritardi.
«La CISL FP continuerà a richiamare l’Amministrazione alle proprie responsabilità. Perché un diritto riconosciuto dal contratto non dovrebbe aver bisogno di essere rivendicato più volte per diventare effettivo», conclude il comunicato.




