Il Comitato per l’emergenza sport di Aprilia torna a intervenire sulla gestione degli impianti sportivi cittadini, concentrando l’attenzione sul nuovo impianto di via Tiberio e chiedendo un cambio di impostazione che, secondo il Comitato, rimetta al centro la funzione sociale dello sport e il ruolo delle associazioni locali.
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«Il nuovo impianto sportivo di via Tiberio potrebbe essere una svolta per lo sport ad Aprilia, ma la gestione attuale rischia di bloccarlo prima ancora di partire, penalizzando le associazioni del territorio», sostiene il Comitato, secondo cui le strutture pubbliche non dovrebbero essere gestite esclusivamente secondo criteri economici e commerciali.
Nel comunicato viene richiamato il valore sociale dello sport, soprattutto per i giovani, per la salute e per la coesione della comunità. Il Comitato critica quindi i criteri adottati nei bandi relativi agli impianti, citando sia il caso di via Tiberio sia quello delle palestre scolastiche, che, secondo quanto riferito, sarebbero state assegnate dopo mesi di chiusura e con canoni aumentati.
«Il fallimento dell’affidamento di via Tiberio ne è la prova», afferma il Comitato, sostenendo che tariffe considerate troppo elevate rischierebbero di scoraggiare la partecipazione delle associazioni sportive dilettantistiche del territorio e di favorire soggetti economicamente più strutturati.
Il Comitato sottolinea inoltre il ruolo svolto dalle associazioni aderenti nell’accettazione dei voucher sportivi destinati alle famiglie in difficoltà, indicandolo come esempio della funzione sociale esercitata dalle realtà sportive locali.
Secondo il documento, le ASD e le SSD cittadine sarebbero inoltre messe in difficoltà da aumenti tariffari applicati senza sufficienti differenziazioni rispetto agli spazi e ai servizi effettivamente disponibili nelle diverse strutture.
«Se si continuerà a vedere lo sport come un business, via Tiberio resterà un’incompiuta», afferma ancora il Comitato, che richiama anche il caso di una storica realtà del volley locale arrivata in Serie B e trasferitasi in un altro Comune, collegando la decisione alle difficoltà nella gestione della tensostruttura.
Il Comitato per l’emergenza sport di Aprilia ribadisce quindi la richiesta, già avanzata in passato, di modificare l’approccio alla gestione degli impianti pubblici. «Continueremo a chiedere un cambio di rotta per rimettere al centro della nostra città lo sport come bene pubblico e sociale», conclude il comunicato.




