Si chiude con un bilancio positivo la quarta edizione di inSania Fest, il festival della contronarrazione della salute mentale promosso dalle associazioni Collettivo Primo Contatto e Polygonal, con il patrocinio del Comune di Cori. Da agosto a ottobre, tra Cori, Cisterna, Latina e Sezze, la manifestazione ha intrecciato teatro, libri, musica, mostre, incontri e momenti di partecipazione per affrontare il tema della salute mentale attraverso linguaggi differenti.
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Nato da «un momento di lucidità nel caos», come lo definisce il suo ideatore Peppe Cardilli, inSania Fest ha costruito occasioni di ascolto e confronto, portando nelle piazze e negli spazi culturali del territorio una riflessione sul disagio mentale e sullo stigma che ancora lo circonda.
«Esprimiamo la nostra grande soddisfazione per questa quarta edizione di inSania Fest, che si conferma come un progetto culturale estremamente vivo, con un forte legame con il territorio e ancora in crescita. Raccontare il disagio mentale attraverso le lenti dell’arte, della cultura e della partecipazione si è rivelata una scelta capace di scardinare un radicato tabù», sottolineano gli organizzatori.
Tra le principali novità dell’edizione 2026 c’è stato l’inSania Village, allestito per tre giorni nella centralissima piazza Signina a Cori. Uno spazio pensato come luogo di incontro tra pubblico, artisti, associazioni e realtà del territorio, con stand, laboratori, installazioni e punti ristoro.
A partecipare sono stati, tra gli altri, Alberigo “Ciao” D’Arienzo e Ilenia Rossini con i laboratori STEAM per bambini e bambine, Gloria Menichelli con l’installazione collettiva di “Nuvole di Gloria”, il Collettivo Artist3 di Montemario, Radio32, la libreria Anacleto di Cisterna di Latina e la libreria Athena. Presenti anche le opere di Silvia Ciotti e Stefano Cascapera.
Tra i simboli richiamati durante il festival anche Marco Cavallo, il grande cavallo azzurro nato nel 1973 all’interno dell’ospedale psichiatrico di Trieste diretto da Franco Basaglia e divenuto emblema della lotta per il superamento dei manicomi. Dopo essere stato protagonista della scorsa edizione, è tornato idealmente attraverso la mostra fotografica di Marcello Scopelliti e Gabriele Maschio “Marco Cavallo a Cori”, ospitata negli spazi del Village.
Numerosi anche gli ospiti intervenuti nel corso della manifestazione. Lo scrittore Alcide Pierantozzi ha partecipato in videocollegamento a un incontro rivolto ai gruppi di lettura e al pubblico, moderato da Letture Agonistiche, la Rete dei Gruppi di Lettura di Latina e provincia.
Particolarmente partecipato anche l’incontro con Elena Cerkvenič, autrice di “Sono schizofrenica e amo la mia follia”, moderato da Carlo Miccio. Attraverso il racconto autobiografico del proprio percorso di cura e consapevolezza, l’autrice ha proposto una riflessione sul superamento dello stigma e sulla centralità della persona oltre la diagnosi.
Riccardo Noury, portavoce italiano di Amnesty International, ha invece dialogato con Lavinia Bianchi sul tema della pena di morte, partendo dal romanzo di Victor Hugo “L’ultimo giorno di un condannato a morte”, in un confronto dedicato ai diritti, alla dignità umana e alle forme di esclusione.
Tra gli appuntamenti di questa edizione anche il ritorno di Giacomo Doni, fotografo e ricercatore che dal 2006 documenta gli ex manicomi italiani e il percorso aperto dalla riforma Basaglia e dalla legge 180. Il suo lavoro è confluito anche nel monologo teatrale “L’uomo che fotografa manicomi – Persistenze oltre l’istituzione”, che ha debuttato al Collegno Fòl Fest nel giugno 2026.
Tra gli eventi più coinvolgenti, lo spettacolo “Ri-Anima”, ospitato al Sottoscala9 di Latina e curato dal Collettivo Nuovo CalaMajo, progetto teatrale del Liceo Scientifico “E. Majorana” di Latina, in collaborazione con l’associazione Viviamo d’arte e Luca Ceccherelli. Un appuntamento che ha dato spazio alle nuove generazioni e alle loro domande sul disagio e sugli strumenti per affrontarlo.
A chiudere simbolicamente il percorso è stato l’inSania Pride, il corteo festoso e colorato che ha attraversato il centro storico di Cori con musica, performance e interventi dedicati alla salute mentale, richiamando anche partecipanti provenienti dalla Campania.
Il messaggio che emerge dalla quarta edizione è quello di una salute mentale intesa come tema collettivo, che riguarda non soltanto chi vive direttamente un’esperienza di disagio o chi se ne occupa professionalmente, ma anche le relazioni, il linguaggio, l’ascolto e la capacità delle comunità di accogliere le fragilità.
Il progetto grafico dell’edizione 2026 è stato affidato a Chiara Spagnol e Massimo Marson di Studio Spaam. Gli organizzatori hanno infine ringraziato gli sponsor che hanno sostenuto il festival, tra cui Aenova, BCC Roma e Farmacia Fonteviva Latina.






