Allarme ambientale nella zona di Sacida, ad Aprilia, dove due persone avrebbero accusato malori e una sarebbe stata accompagnata al Pronto soccorso. A denunciare l’accaduto è l’associazione Aprilia Libera, che segnala la comparsa di pozze d’acqua con una patina oleosa su un terreno privato di via Val Camonica, dopo le forti piogge delle ultime ore.
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Secondo quanto riportato nel comunicato diffuso oggi, 15 ottobre 2026, le pozze sarebbero comparse su un terreno vicino a un’area già interessata da interventi di bonifica per uno sversamento di benzina da oleodotto. La presenza di una pellicola oleosa ha alimentato i timori dei residenti per una possibile contaminazione da idrocarburi, che dovrà essere verificata attraverso specifiche analisi.
Nel corso della mattinata, due persone presenti nella zona avrebbero accusato malesseri, secondo la segnalazione presumibilmente collegati alle esalazioni provenienti dal terreno. Una delle due sarebbe stata trasportata al Pronto soccorso. Al momento, tuttavia, non risultano accertati collegamenti tra i sintomi riferiti e un’eventuale esposizione a sostanze contaminanti.
Sul posto sono intervenuti due Carabinieri Forestali per i primi accertamenti. È stata inoltre inviata una segnalazione urgente alle autorità competenti per richiedere un sopralluogo e il campionamento delle acque superficiali e del terreno, oltre a verifiche sulla qualità dell’aria.
«Non c’è tempo da perdere. Chiediamo un intervento ispettivo d’urgenza. La salute dei cittadini e la tutela del territorio non possono aspettare i tempi della burocrazia, specialmente a fronte di un malore già registrato sul posto», dichiarano i portavoce citati nel comunicato.
Aprilia Libera richiama l’attenzione sulla situazione della Palina 1001 dell’oleodotto Gaeta-Pomezia, segnalata dall’associazione come problematica fin dal 2018, e chiede un intervento immediato di ASL e ARPA. La corrispondenza precisa tra il sito identificato dalla palina e il terreno di via Val Camonica, come evidenziato nella documentazione diffusa, necessita però di una verifica documentale.
Il comunicato comprende anche una testimonianza della dottoressa Luisa Paratore, che racconta una visita al cosiddetto “Parco Enigmatico”, un percorso allestito dai residenti con fotografie, documenti e installazioni simboliche per richiamare l’attenzione sulle preoccupazioni ambientali della zona.
Nel racconto emerge anche la situazione di una famiglia che riferisce di aver riscontrato la presenza di idrocarburi e benzene nell’acqua del proprio pozzo e di essersi organizzata con un serbatoio da 7.000 litri per l’approvvigionamento di acqua potabile. La testimonianza solleva la necessità di verificare le condizioni della falda e l’eventuale coinvolgimento di altri pozzi privati.
La richiesta dei residenti è quella di ottenere controlli tempestivi e risultati chiari e accessibili. Saranno gli accertamenti degli enti competenti a stabilire la natura delle sostanze osservate, l’eventuale estensione della contaminazione e la presenza di possibili rischi per la salute e l’ambiente.







