La riforma del codice doganale dell’Unione europea rappresenta, secondo l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, un passaggio importante per adeguare il sistema alla crescita dell’e-commerce e alla quantità di merci provenienti da Paesi terzi che entrano quotidianamente nel mercato europeo.
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Il Parlamento europeo ha infatti affrontato nella seduta del 16 settembre a Strasburgo la riforma del Codice doganale dell’Unione, sulla quale Parlamento e Consiglio avevano raggiunto un accordo nel marzo scorso. Il nuovo impianto rafforza, tra gli altri aspetti, le responsabilità di venditori e piattaforme che facilitano le vendite a distanza di prodotti provenienti da Paesi extra Ue e prevede un nuovo sistema europeo di gestione dei dati doganali. «Il voto di oggi sulla riforma del codice doganale rappresenta un passaggio importante per adeguare il sistema europeo alla crescita dell’e-commerce e all’enorme quantità di merci che ogni giorno entra nel nostro mercato», afferma in una nota Salvatore De Meo, europarlamentare di Forza Italia e membro della Commissione per il Mercato Interno e la Protezione dei Consumatori del Parlamento europeo.
«Con questa riforma – prosegue De Meo – rafforziamo la responsabilità delle piattaforme di e-commerce dei Paesi terzi, che dovranno rispettare le nostre regole, garantire la conformità dei prodotti e farsi carico degli adempimenti doganali. Allo stesso tempo rendiamo i controlli più efficaci e coordinati a livello europeo, prevedendo sanzioni e una tassa sulle piccole spedizioni per contribuire ai costi». Tra gli elementi dell’accordo figurano infatti maggiori responsabilità per le piattaforme e i venditori extra Ue nelle vendite dirette ai consumatori europei e un nuovo contributo di gestione per le merci ordinate direttamente da Paesi terzi.
«È una questione di equità e competitività. Non possiamo chiedere alle nostre imprese di rispettare standard elevati e consentire a chi vende dall’estero di aggirarli. Regole uguali per tutti significano tutelare consumatori e imprese europee e rendere il mercato unico più sicuro e competitivo», conclude De Meo.


