La provincia di Latina è risultata nel 2025 la seconda nel Lazio per rischio di infortunio mortale sul lavoro. È quanto emerge dall’analisi della Uil Latina sul dossier “Caratteristiche e dinamiche degli infortuni sul lavoro nel Lazio”, realizzato dalla Uil del Lazio insieme all’Istituto di ricerca Eures nell’ambito dell’Osservatorio regionale #ZeroMortiSulLavoro.
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Con un indice di 6 infortuni mortali ogni 100mila occupati, il territorio pontino si colloca alle spalle di Frosinone (6,3) e davanti a Rieti (5,1), Viterbo (4) e Roma (3,1). L’indicatore rapporta il numero dei casi denunciati agli occupati, consentendo un confronto omogeneo tra le province del Lazio. «Da questa prospettiva – spiega Luigi Garullo, segretario generale della Uil Latina – la nostra provincia si conferma tra i territori a più alto rischio per lavoratrici e lavoratori. Non a caso il dato che abbiamo estrapolato è nettamente superiore sia alla media regionale (3,7) sia a quella nazionale (4,5)».
Dal dossier emerge anche il dato relativo al rischio infortunistico generale: nel 2025, a Latina e provincia si sono registrate 16,2 denunce ogni mille occupati, un valore inferiore alla media regionale (18,3). «Questo dato però non deve trarre in inganno – osserva Garullo –. Il numero degli infortuni racconta solo una parte della realtà. È quando si guarda alla loro gravità che emerge tutta la criticità del nostro territorio».
Sul piano dei numeri assoluti, nel 2025 sono state presentate 3.519 denunce di infortunio sul lavoro, delle quali 13 con esito mortale. Nei primi sei mesi del 2026 le denunce hanno già raggiunto quota 1.864, mentre gli incidenti mortali sono stati quattro. La Uil sottolinea inoltre che il bilancio non comprende ancora i due lavoratori deceduti a luglio a causa del caldo, rendendo il quadro ancora più preoccupante.
«Non possiamo rassegnarci all’idea che morire di lavoro sia il prezzo che si paga allo sviluppo – conclude Luigi Garullo –. Dietro ogni infortunio mortale c’è una persona, una lavoratrice, un lavoratore, una famiglia che viene irrimediabilmente colpita. È assolutamente necessario che si parli di infortuni sul lavoro tutti i giorni e non solo all’indomani di ogni tragedia. Per questo chiediamo alle istituzioni un impegno straordinario per rafforzare la prevenzione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, perché investire su questo significa difendere il valore della vita. Per questo né rinvii, né titubanze, né compromessi possono essere giustificati».


