È partita da Formia la campagna pubblica “Restituiamo il Golfo ai cittadini”, promossa da Partito Democratico, Un’Altra Città, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana ed Europa Verde per riportare al centro dell’agenda politica la tutela e la riqualificazione del Golfo. Durante il primo incontro è stata presentata una bozza di delibera di iniziativa popolare, strumento previsto dallo Statuto comunale che permette ai cittadini, attraverso una raccolta firme, di sottoporre direttamente una proposta al Consiglio comunale.
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Il documento individua tre questioni principali: depurazione e scarichi, attività del porto commerciale di Gaeta e allevamenti ittici. Sul fronte della qualità delle acque, la proposta chiede un aggiornamento sul rispetto degli standard previsti per le aree sensibili, un piano straordinario contro gli scarichi abusivi e interventi strutturali sulla rete fognaria. Per il porto commerciale di Gaeta viene invece chiesto un maggiore coinvolgimento del Comune di Formia nelle decisioni che producono effetti sul territorio, con un confronto stabile con gli enti competenti, informazioni preventive sull’arrivo delle navi che trasportano materiali potenzialmente impattanti e maggiori controlli sui mezzi pesanti legati ai traffici portuali.
La terza questione riguarda gli allevamenti ittici: la proposta punta a coinvolgere Comune di Gaeta e Regione Lazio per ottenere tempi certi sulla delocalizzazione degli impianti dall’area interna del Golfo, una ricognizione delle concessioni e la rimozione delle strutture dismesse e dei materiali abbandonati. Il percorso proseguirà nei prossimi giorni attraverso una piattaforma aperta alla cittadinanza, con l’obiettivo di raccogliere osservazioni e nuove proposte da cittadini, associazioni e operatori del territorio. «La riqualificazione del Golfo non è soltanto una questione ambientale – sottolineano i promotori –. Per Formia è anche una delle grandi questioni economiche dei prossimi anni. La qualità delle acque, il turismo, la vivibilità e l’attrattività del territorio sono legati alla capacità di tutelare la nostra principale risorsa».




