La speranza di una scarcerazione rapida si spegne nel tardo pomeriggio di mercoledì 22 luglio; la giudice Elena Massucco ha respinto l’istanza di differimento della pena presentata dai legali di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 8 mesi per aver ucciso due dei tre rapinatori che avevano assaltato la sua gioielleria il 28 aprile 2021. Le motivazioni sono nette: secondo la magistrata, questo tipo di istanze è funzionale per pene detentive brevi e risulta applicabile solo quando la pena non è ancora iniziata, non quando è già in corso. Roggero si era costituito al carcere di Bollate venerdì pomeriggio, poche ore dopo la presentazione dell’istanza stessa: un dettaglio temporale che si è rivelato fatale per le speranze della difesa. La giudice ha inoltre precisato che l’istanza non poteva essere accolta anche per l’assenza delle circostanze di necessità e urgenza indispensabili per intervenire cautelativamente, demandando ogni valutazione al tribunale di sorveglianza collegiale.
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Non tutto è però perduto per Roggero e i suoi avvocati Stefano Marcolini e Sergio Novani, come spiegato dal presidente del tribunale di sorveglianza Marco Viglino, questa prima decisione è temporanea e dovrà essere ratificata da un collegio di giudici: un ulteriore passaggio che lascia ancora aperto uno spiraglio. Nel frattempo il tribunale di sorveglianza di Milano, che aveva ricevuto la stessa istanza, si è dichiarato incompetente e ha rinviato gli atti a Torino, chiamando però a sorpresa in causa la Corte di Cassazione per risolvere un eventuale conflitto di competenze. Roggero, 72 anni, rimane dunque detenuto a Bollate; resta pendente la domanda di grazia presentata dalla moglie Mariangela Sandrone al Presidente della Repubblica.


