Si è spenta all’età di 78 anni Emma Bonino, una delle figure più carismatiche, libere e influenti della storia politica italiana ed europea contemporanea. Ricoverata nei giorni scorsi all’ospedale Santo Spirito di Roma per un peggioramento delle sue condizioni di salute, la storica leader del Partito Radicale e fondatrice di +Europa lascia un vuoto incolmabile nell’alveo delle battaglie garantiste, laiche e civili.
Leggi sullo stesso argomento
Trump, show a Dallas: «5mila dollari agli americani se i Repubblicani vincono i midterm»
Pordenone, due serre di marijuana in un capannone: oltre 23 chili di droga sequestrati e un arresto
Carburanti, nuova stangata su benzina e diesel: in 8 giorni il pieno costa oltre 2 euro in più
Una vita al servizio della libertà e dei diritti
Nata a Bra nel 1948, Emma Bonino fa il suo ingresso sulla scena politica giovanissima, affiancando Marco Pannella nel Partito Radicale ed eletta alla Camera dei Deputati ad appena 28 anni. Da quel momento la sua vita diventa un’unica, ininterrotta battaglia d’avanguardia per l’estensione dei diritti individuali.
Dalle fondamentali campagne per la legalizzazione dell’aborto e per il divorzio negli anni ’70, passando per le lotte contro la fame nel mondo, fino alle battaglie per la libertà di ricerca scientifica e l’eutanasia legale: Bonino ha sempre interpretato la politica come un corpo a corpo con le istituzioni per dare voce agli ultimi e tutela ai diritti inalienabili della persona.
Dalla diplomazia internazionale al sogno europeo
Non solo politica interna: Emma Bonino è stata un punto di riferimento della diplomazia globale. Nominata Commissaria Europea per l’Aiuto Umanitario nel 1994, ha viaggiato nelle zone di guerra più calde del pianeta – dai Balcani all’Africa – battendosi in prima linea per il rispetto dei diritti umani. È stato fondamentale anche il suo contributo alla nascita della Corte Penale Internazionale e, sul piano nazionale, la sua guida del Ministero degli Affari Esteri e delle Politiche Europee.
Negli ultimi anni, affrontando la malattia con straordinaria dignità e trasparenza, non ha mai smesso di far sentire la propria voce, promuovendo il progetto di +Europa e difendendo con passione i valori del federalismo europeo e dello Stato di diritto. Con la scomparsa di Emma Bonino, l’Italia perde una combattente ostinata, severa con se stessa e con le istituzioni, irriducibile difensore della democrazia liberale. La sua eredità risiede nella forza con cui ha dimostrato che le conquiste civili non sono mai concesse dall’alto, ma vanno conquistate, difese e coltivate ogni giorno con coraggio e perseveranza.


