Più che un saggio, “La radice dei mali dell’anima e del mondo” di Claudio Naranjo è un manifesto di umanesimo terapeutico, un’opera intensa, coraggiosa e sorprendentemente attuale. L’autore, in pratica, interroga il lettore, lo provoca e lo conduce a una riflessione radicale sulle origini della sofferenza umana, tanto individuale quanto collettiva. In un’epoca segnata da crisi sociali, conflitti, smarrimento esistenziale e crescente frammentazione culturale, lui lo invita a spostare lo sguardo dalle manifestazioni esteriori del disagio alle sue cause più profonde.
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Con la lucidità che contraddistingue tutta la sua produzione, Naranjo mostra come questa forma di coscienza non sia soltanto il terreno sul quale prosperano le patologie individuali, ma costituisca anche il meccanismo attraverso cui la società perpetua sé stessa. Il vero problema del mondo, sottolinea, non è qualcosa di esterno a noi: siamo noi stessi, nella misura in cui continuiamo ad agire come strumenti di una coscienza alienata dalla propria natura più profonda.
Questa prospettiva, lungi dall’essere una semplice denuncia, si trasforma in una proposta concreta di trasformazione. Per Naranjo non esiste una vera riforma sociale senza una preventiva guarigione della mente individuale. La rivoluzione autentica è innanzitutto interiore, e passa attraverso un paziente lavoro di consapevolezza capace di restituire all’essere umano la propria integrità. In questo percorso assumono un ruolo centrale strumenti che lo stesso autore ha contribuito a sviluppare e diffondere nel corso della sua vita, primo fra tutti “L’enneagramma della personalità”.
Attraverso l’analisi degli “enneatipi”, il lettore viene invitato a osservare con coraggio e sincerità i propri automatismi, le proprie ferite e le strategie difensive che alimentano la sofferenza. “L’enneagramma” non viene qui presentato come un semplice sistema di classificazione psicologica, ma come una via di conoscenza di sé e di trasformazione, capace di favorire un’autenticità sempre più profonda.
Lo stile di Naranjo mantiene il raro equilibrio tra rigore intellettuale, profondità filosofica e sensibilità umana. Le sue riflessioni intrecciano psicologia, spiritualità, antropologia ed educazione senza mai indulgere in facili semplificazioni, offrendo al lettore un quadro organico e sorprendentemente attuale. La forza del libro risiede proprio nella capacità di coniugare analisi critica e speranza, diagnosi e possibilità di cura.
Il libro è, in definitiva, una lettura preziosa per chiunque desideri comprendere le dinamiche profonde della crisi contemporanea senza fermarsi alle sue manifestazioni superficiali. È un invito a riconoscere che la trasformazione del mondo non può prescindere dalla trasformazione della coscienza individuale e che ogni autentico cambiamento sociale nasce da un lavoro di verità su sé stessi.
Roberto Campagna



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