I racconti del libro “In disparte, in silenzio” di Piero Meldini sono storie apparentemente eterogene, ma legate, oltre che dalla scrittura, dalla comune tensione fra il quotidiano e l’insondabile: situazioni di partenza realistiche, spesso ordinarie, scivolano progressivamente nell’imprevedibile, nel misterioso, nell’inquietante. Eccone alcune: un abate innamorato e una monaca che delira, un giudice invidioso e un avvocato fin troppo abbronzato, un bambino il giorno di Natale e un’anziana coppia a Capodanno, un indisponente presentatore televisivo e un famoso “eroe” dei fumetti.
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A proposito dell’abate e della monaca, l’autore scrive: «Quella notte, poco prima dell’alba, l’abate Dosi aveva sognato Maddalena e aveva scoperto, restandone turbato e infelice, ciò che in cuor suo già sapeva da tempo, ma che mai e poi mai avrebbe osato confessarsi. Dopo quello che gli era stato rivelato, non poteva più rimanere. La disparità di condizione, la giovane età della fanciulla, i voti minori e soprattutto la paura che una parola imprudente, un gesto spontaneo, un sospiro potessero tradirlo: tutto questo lo obbligava a lasciare l’incarico di istitutore che gli era stato affidato da poco meno di un anno. Ne avrebbe informato subito il padre di Maddalena. Avrebbe opposto alle sue obiezioni gravi motivi di famiglia. Se necessario, avrebbe cambiato città. Avrebbe potuto, al massimo, trattenersi ancora qualche giorno: giusto il tempo per trovare chi lo sostituisse».
Diversi i personaggi di questi racconti, Alla loro varietà dei si accompagna la varietà delle vicende, delle ambientazioni e dei generi, che spaziano dal racconto storico al noir, dal fantastico al grottesco. Meldini non si limita qui a percorrere strade già battute con i suoi romanzi, ma ne affronta, con esiti brillanti, nuove e inaspettate. Il suo è un mosaico di vite comuni che a un certo punto deviano e si perdono; una serie di finestre aperte su un universo dove niente è quel che sembra. L’andamento teso della narrazione, che procede inesorabilmente verso la conclusione, non permette al lettore di staccarsi dalla pagina. Per colpirlo, poi, con un finale a sorpresa che ha spesso i tratti del veleno nella coda.
Nato a Romini, dove ancora vive, Piero Meldini,ha scritto, oltre a vari saggi, perlopiù di storia, cinque romanzi, i primi tre pubblicati da Adelphi e gli altri due da Mondadori: “L’avvocata delle vertigini”, “L’antidoto della malinconia”, “Lune”, “La falce dell’ultimo quarto”, “Italia. Una storia d’amore”. Romanzi che sono stati tradotti in sei lingue.
Roberto Campagna




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