Una nuova sparatoria torna a scuotere gli Stati Uniti, in particolare la città californiana di San Diego. Due giovanissimi di 17 e 19 anni, avrebbero aperto il fuoco contro la moschea e si sarebbero poi suicidati in auto non lontano dalla scena del crimine.
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Le indagini, ancora alle primissime fasi, sono scattate poco dopo mezzogiorno (ora locale) quando gli agenti dell’FBI hanno ricevuto due segnalazioni di colpi d’arma da fuoco a distanza ravvicinata l’una dall’altra. Una volta giunti sul posto, hanno trovato i corpi senza vita dei due aggressori – identificati come Cain Clark, 17 anni, e Caleb Velasquez, 19 anni – e altre tre vittime nel centro islamico, tre uomini tra cui l’addetto alla sicurezza che sembrerebbe aver evitato che la tragedia prendesse una piega ben peggiore.
Come riporta l’agenzia Ansa, accanto all’auto degli aggressori è stata rinvenuta una tanica di benzina con un adesivo nazista e messaggi anti-islamici. Anche la madre di uno dei due attentatori, poco prima dell’agguato, avrebbe denunciato la sparizione di alcune armi dalla sua abitazione.
Non sono ancora chiari i motivi del folle gesto, che arriva sicuramente in un momento molto delicato per le relazioni tra l’America e il mondo islamico, e che viene sicuramente letto in chiave di crimine d’odio religioso.
Il presidente Trump è stato informato e segue gli sviluppi della vicenda, mentre l’Imam Taha Hassane in conferenza stampa ha dichiarato: “Quello che posso dire in questo momento è che la mia comunità è in lutto. È qualcosa che non ci saremmo mai aspettati, ma allo stesso tempo, l’intolleranza religiosa e l’odio che purtroppo esistono nella nostra nazione sono senza precedenti”.
Vicinanza alla comunità islamica di San Diego anche dalla sindaca di Los Angeles, Karen Bass. La città di New York, invece, con il primo sindaco musulmano della storia, Zohran Mamdani, ha rafforzato le misure di sicurezza nelle moschee.


