Le compagnie aeree brasiliane stanno affrontando una fase molto difficile a causa del forte aumento del costo del carburante. Solo nel mese di maggio sono stati cancellati circa 93 voli al giorno, dopo che il prezzo del cherosene per aviazione è quasi raddoppiato da febbraio, in seguito a tre aumenti consecutivi applicati da Petrobras.
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L’aumento dei costi energetici, aggravato dalle tensioni internazionali in Medio Oriente, sta avendo pesanti ripercussioni sul trasporto aereo del Paese. Le compagnie stanno riducendo rotte, frequenze e disponibilità di posti, concentrandosi soprattutto sui collegamenti considerati più redditizi e sospendendo quelli meno sostenibili dal punto di vista economico.
Secondo i dati diffusi dall’Agenzia nazionale dell’aviazione civile brasiliana (Anac) e rielaborati dall’associazione del settore Abear, i voli programmati per maggio sono scesi da quasi 68 mila a poco più di 65 mila, con una perdita di circa 14 mila posti al giorno. Le previsioni per giugno indicano un possibile ulteriore peggioramento, con oltre 120 voli quotidiani in meno.
Tra le compagnie più colpite c’è Azul, che ha annunciato una riduzione del 5% dell’offerta tra maggio e giugno, senza escludere nuovi tagli nei prossimi mesi. Nel frattempo, il costo dei biglietti per le prenotazioni future è già aumentato di circa il 30%. Anche Latam Brasil ha rivisto i propri piani, cancellando le stime di crescita previste per il 2026 e riducendo del 3% i voli programmati per giugno. Gol, invece, ha tagliato di circa il 6% i posti disponibili nello stesso periodo.
A preoccupare ulteriormente il settore è la possibile fine degli incentivi fiscali sul carburante aereo, in scadenza il 31 maggio. Se il governo non dovesse prorogarli, i costi operativi delle compagnie potrebbero aumentare ancora, con nuove conseguenze su tariffe e collegamenti.


