Un anziano saggio e un giovane curioso si confrontano, nella notte di Natale nell’auto in panne, sul tema della “privazione”. L’autore, Maurizio Semplice, della privazione ne fa un elogio, da qui il titolo del libro. L’anziano è lo zio del giovane. La vecchia auto si ferma perché è rimasta senza benzina. Il loro dialogo parte da questo fatto. Il giovane chiede al vecchio: “Ma perché hai dovuto prendere questo ferrovecchio e proprio questa sera?”. Il vecchio risponde. “Mi sembra una bella occasione per rimetterla in moto. Adoro quest’auto, per me è una sorta di macchina del tempo e spesso mi trasporta così lontano che tu neppure immagini…”. E il giovane di rimando: “Le macchine del tempo stanno bene nella fantascienza”. “A me – precisa il vecchio – fa questo effetto”. Questa cornice narrativa, ossia l’auto in panne, introduce un tono quasi simbolico e suggestivo, che rende le considerazioni filosofiche dei due più reali.
In un’epoca di consumismo, accumulo, stimoli costanti e sovraccarico informativo, tale confronto è molto attuale. E questo libro può essere un utile esercizio di riflessione personale e culturale. E il richiamo al prefisso greco “alfa privativo” è un’idea stimolante dal punto di vista filosofico e semiotico. Prefisso che campeggia in copertina.“Questo ‘Elogio della privazione? – scrive nella prefazione Giovanna Montella, docente di Diritto pubblico e Legislazione dei beni culturali nella Facoltà di Giurisprudenza e Lettere dell’Università “La Sapienza” di Roma – rappresenta (attraverso un apparente, quanto mai fantastico, meccanismo sintattico, quello legato all’alfa privativo greco, un prefisso che nega sempre il significato della parola che segue) la scelta del protagonista Zio, di distanziarsi scientemente dal concetto di povertà, che al contrario indica l’imposizione da parte di un potere che abbraccia il dio mercato elevato a valore.
L’autore intessa così un meraviglioso e pacato dialogo intergenerazionale che, come un soffio di vento leggero, attraversa le grandi scuole filosofiche del passato, da Zenone di Cizio a Seneca, dai pensatori socialisti agli anarchici alla Stirner e Proudhon, fino a giungere a sollecitare in noi l’interesse per le filosofie sociali più recenti che dal ’68 in poi hanno ragionato sull’utilità della rivendicazione dei bisogni essenziali e sul rifiuto delle spreco”. Semplice, in questo libro, critica fortemente il consumismo, gli eccessi, esaltando la sobrietà. Il suo è insomma un invito a uno stile di vita diverso. Il libro è arricchito da illustrazione che lui stesso ha realizzato. Maurizio Semplice è nato a Roma nel 1960. Ha scritto racconti, poesie e romanzi brevi ed e-book. Per Fefè Editore ha inoltre pubblicato il romanzo biografico “Memorie di un Brontosauro” e la seconda edizione aggiornata delle “Ricette crudeli”, un atipico vademecum gastronomico. Si dedica inoltre a lavori di illustrazione grafica, pittura, arte concettuale, umorismo e satira.
Roberto Campagna



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.